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La musica country in Italia

Gli anni '70 è stato il periodo in cui si è affermato in Italia un notevole interesse da parte dei giovani nei confronti del folk. La musica acustica si rivelò la vera alternativa del momento al suono del rock, già impostosi da tempo nel nostro Paese. In quegli anni i concerti di musicisti europei quali Alan Stivell, Fairport Convention o americani come David Bromberg, Peter Rowan, Bill Keith etc.. richiamavano un tale numero di giovani da riempire teatri e palasport, gli stessi giovani che frequentavano i concerti degli Inti Illimani e di Francesco Guccini.

Il progressivo calo d'interesse verificatosi successivamente nei confronti della musica folk, che ha avuto un percorso parallelo al disimpegno e disorientamento giovanile verso i temi del sociale, politico e culturale, è quanto ha caratterizzato invece gli anni '80. L'attenzione dimostrata verso la musica acustica e folk, consumatasi nell'arco di pochi anni, non ha consentito quindi un'approfondita riflessione sulle tematiche e su ogni aspetto della musica country. Non vi è stato il tempo, in altre parole, di capire che dietro il vago termine 'country' oltre alla musica più commerciale prodotta a livello industriale a Nashville, vi sono anche cantautori che attraverso essa esprimono la propria poesia e sensibilità. Tale riflessione avrebbe consentito di scoprire che all'origine di questa musica c'è ben altro che l'immagine dei pittoreschi falò alla luce dei quali il cowboy solitario cantava la sua solitudine nella prateria, ma l'unico momento di aggregazione sociale nelle comunità rurali del Sud-Est, le canzoni dei minatori del Kentucky, la tradizione francofona dei Cajun della Louisiana, il bluegrass del Sud-Est, ecc.

Ancora oggi il termine 'country', nell'immaginario collettivo italiano, continua ad essere mal interpretato, richiamando alla memoria cliché legati all'immagine del West, della 'vera America' (come se blues o jazz fossero meno americani) o, addirittura, la musica dell'America conservatrice e bigotta, volendo dimenticare che, in quanto di origine popolare, continua tutt'oggi ad essere la musica dell'America che lavora, così come spiegano Mario Manciotti nel volume "USA musica" (FuoriThema, 1992) e Alessandro Portelli in "Taccuini americani" (Manifestolibri, 2000):

"Blues dei bianchi? Musica della quotidianeità della classe media? Musica dell'America rurale? Più che con questi appellativi un po' frettolosi, il country si può definire la creazione, il prodotto della cultura espressa dalla classe lavoratrice del Sud che cambiava con il mutare della società, diventanto al contempo un elemento dinamico della cultura popolare americana ... Le radici della musica country affondano nella cultura popolare del Sud, a sua volta risultante dalla mescolanza delle culture europee con quella africana..." MM

"Nashville e Harlan sembrano due mondi a parte, a guardarli senza tenere conto della storia e della geografia: l'industria culturale al suo livello di maggiore volgarità apparente e la cultura proletaria in uno dei suoi luoghi storici più significativi. Eppure, è un viaggio breve da Harlan a Nashville, per gli standard americani; e il fiume Cumberland, che attraversa Nashville, proprio da Harlan comincia il suo corso. Soprattutto, la gente di Harlan è quella che compra e ama i prodotti di Nashville, ascolta le stazioni country, e magari mette da parte i soldi e si infila l'abito della domenica per andare, una volta nella vita, a sentire dal vivo le stars della Grand Ole Opry.
Cercare di capire che cosa tiene insieme questi due mondi significa cominciare a rendersi conto dei rapporti che intercorrono fra una cultura proletaria, ignorata, nascosta, eppure presente e resistente; e una cultura di massa che, come è sfuggita agli anatemi moralistici di un tempo, sfugge ora alle esaltazioni acritiche dei neofiti."
AP

La BCMAI

Il motivo d'essere della BCMAI risiede proprio nell'obiettivo di abbattere questi luoghi comuni offrendo la possibilità di approfondire, anche e soprattutto dal punto di vista culturale, la storia della country music in ogni suo aspetto.

La BCMAI è stata la prima associazione in Europa a promuovere la musica bluegrass e l'unica organizzazione nazionale non a scopo di lucro attiva nella divulgazione della musica country e di tutti i generi ad essa collegabili: new, old, traditional e alternative country; tex-mex; old time; western swing; bluegrass; cajun; ecc.

Le iniziative che la BCMAI dal 16 novembre 1989, data della sua fondazione, ha finora promosso per conseguire i suoi obiettivi, si sono concretizzate in seminari dedicati agli strumenti tradizionali e alla storia della musica roots e country dalle origini a oggi, in una mostra fotografica, nell'uscita in edicola di una serie di fascicoli con CD (in collaborazione con la casa editrice Hobby & Work), nella produzione di un doppio CD compilation con artisti italiani ed in una lunga serie di concerti e festival nei quali sono stati rappresentati i più diversi stili dell'universo country: dal gospel di Doyle Lawson & Quicksilver e Nashville Bluegrass Band all'old time di Beans Bacon & Gravy, dal bluegrass tradizionale di Lynn Morris e Jim Eanes a quello moderno di Laurie Lewis e Chris Jones, dall'honky tonk di Dale Watson e Heather Myles al tex-mex dei Más Tequila, dal new country dei Dobro e degli Arizona, alla chitarra flat-picking di Dan Crary e Beppe Gambetta e al cantautorato 'colto' di Tim O'Brien e Darrell Scott, ecc.

Tutto questo, unito all'autorevolezza guadagnata grazie al lavoro di approfondimento operato per circa 15 anni sulle pagine della propria rivista Country Store, ha fatto conquistare alla BCMAI il rispetto e la considerazione degli operatori del settore, dei giornalisti specializzati, delle organizzazioni internazionali, consentendole di diventare il più serio punto di riferimento italiano per questi generi musicali.

Nel 2004, conclusa la quindicennale esperienza editoriale di Country Store, la BCMAI ha ritenuto opportuno concentrare le proprie energie nell'utilizzo dei moderni strumenti informatici oggi a disposizione di tutti, sviluppando un sito internet di approfondimento grazie al quale proseguire il suo impegno di divulgazione della musica country, roots e bluegrass in Italia.

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