di Ezio Guaitamacchi
In America lo chiamano "thè father of O Brother"

In America lo chiamano 'the father of O Brother'. A testimonianza della popolarità della colonna sonora del film dei fratelli Coen (e del revival della old time music che essa ha saputo generare) ma anche a conferma di quanto l'operazione discografica del 1972 sia stata importante, verrebbe da dire decisiva, nella storia della country music.

Eppure, quando 30 anni fa uscì quel triplo album dal titolo evocativo (Will The Circle Be Unbroken) erano in pochi a credere in un progetto, considerato sin troppo ambizioso, fortemente voluto da 5 giovani hippy innamorati dei vecchi suoni country & bluegrass.

Invece, grazie anche alla partecipazione attiva di imperiture glorie di Nashville e dintorni, il Circle divenne disco di platino e 'country cult' assoluto (vedi JAM 83).

Non solo: per la Nitty Gritty Dirt Band, esso rappresentò il biglietto d'ingresso definitivo nella Hall Of Fame musicale del Novecento. Un vero e proprio fiore all'occhiello; addirittura più prestigioso della lunga serie di meriti e onorificenze ottenuti da quella band che, primo gruppo americano della storia a fare un tour in Russia (1977), meglio di tutti ha saputo fondere il country con il rock.


Il successo di Will The Circle Be Unbroken provocò, nel 1989, un nuovo capitolo e ulteriori riconoscimenti (un Grammy Award come miglior incisione country per quello che tutti chiamano The Circle 2). Mentre quest'anno per celebrare il trentennale dell'opera originaria, si è pubblicata a fine marzo 2002, e con ottimi riscontri di vendita, una nuova riedizione su CD.

"E così", racconta oggi John McEuen, polistrumentista e membro fondatore della NGDB, "ci è venuta voglia di procedere con il Volume 3. Lo scorso anno (per il 35° anniversario del gruppo, nda) avevo deciso di unirmi nuovamente alla Nitty Gritty, dopo il mio distacco del 1987. Il tour è stato un successo enorme tanto che abbiamo voluto replicarlo anche quest'estate. Conseguentemente, si è ricreato entusiasmo all'interno della band. Quindi, ci siamo detti: perché non ritrovarci di nuovo a Nashville e riprendere il discorso del Circle? Detto, fatto: abbiamo invitato vecchi e nuovi amici e mi sembra che abbiamo fatto un bel lavoro. Lo spirito è stato lo stesso di trentanni fa."


E il risultato pure: 28 tracce spalmate su due CD in cui i Nitty Gritters duettano mirabilmente con leggende del country & bluegrass, con nomi di culto della scena rock & folk, con personaggi eccellenti del nuovo suono nashvilliano. Addirittura con una nuova generazione di musicisti: i figli di Jeff Hanna e John Mc Euen (Jamie e Jonathan), il nipote di Doc Watson (Richard), i figli di Del McCoury e Jimmy Martin (Ronnie e Ray) assicurano l'indispensabile ricambio e garantiscono la saldezza del Cerchio.

I criteri di scelta sono gli stessi di sempre: evergreen del country & bluegrass arrangiati con pertinenza stilistica pur non rinunciando a una certa attitudine rock. I nomi selezionati sommano il meglio delle due esperienze precedenti: graditissimi i ritorni del formidabile Doc Watson (bella la sua Milk Cow Blues così come l'accattivante versione di I Am A Pilgrim, cavallo di battaglia di Merle Travis), del grande Jimmy Martin e della sua fenomenale 'high lonesome voice' (Hold Whatcha Got e Save It, Save It) e del solito Earl Scruggs, l''inventore' del five string banjo, che, di fatto, è stato colui che ha dato il via all'intera operazione nel lontano 1971. Addirittura eccezionale quello di Johnny Cash e consorte che impreziosiscono il consueto tributo alla musica della Carter Family (autori della versione originale della canzone Will The Circle Be Unbroken). L'uomo in nero, infatti, scrive e interpreta Tears In The Holston River, suo personale omaggio alla leggenda di Maybelle e Sarah Carter, mentre sua moglie June Carter Cash (figlia di Maybelle) ricorda la voce della madre e la sua partecipazione al primo Circle con la classica Dìamonds In The Rough.


Sempre benvenuto il funambolico fiddle di Vassar Clements che da lustro alla Fishin' Blues dello spettacolare Taj Mahal così come i virtuosismi strumentali di Tony Rice, Glen Duncan e Jerry Douglas (Return To Dismal Swamp II), Sam Bush (Lonesome River). E se una leggendaria Wheels (Flying Burrito Bros.) interpretata da Dwight Yoakam (che da corpo anche a una bella cover di Some Dark Holler), una spumeggiante Roll In My Sweet Baby's Arms (uno dei brani bluegrass più popolari) con Willie Nelson e una deliziosa I'll Be Faithfull To You (Emmylou Harris) concentrano il focus su episodi solisti, assolutamente imperdibili (e vera chicca del progetto) risultano i duetti tra Matraca Berg e Emmylou Harris (Oh Cumberland), Rodney Dillard e Ricky Skaggs (There Is A Time) e soprattutto quello tra Willie Nelson e Tom Petty nella epica Goodnight Irene. Completano il quadro, Iris De Ment, Alison Krauss, Del McCoury, The Nashville Bluegrass Band. Come sempre, il produttore è Randy Scruggs con la collaborazione attiva della Dirt Band.

Articolo pubblicato su Jam n. 86, anno 2002


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