di Emanuele Tilli
Johnny Cash

Ricordo che mi stavo preparando per andare alla Country Night di Gstaad quando appresi la notizia della morte di Johnny Cash. Stavo per andare ad uno dei più bei concerti di musica country che abbia mai visto quando proprio uno dei più grandi, uno dei maestri di questo genere musicale, uno dei più importanti personaggi della musica country di tutti i tempi ci aveva appena lasciati.

Ipotizzai quindi che un evento del genere non poteva non essere influenzato da una simile perdita, ed infatti così è stato. In conferenza stampa è stato uno dei principali argomenti trattati e sul palco non sono mancati i tributi al grande Man in Black e i responsabili dell’organizzazione hanno voluto osservare anche un minuto di raccoglimento in suo onore.

Tutti gli artisti hanno espresso la loro ammirazione per l’artista scomparso, in particolare Mark Chesnutt ha affermato: “ è sempre stato un eroe, una persona dalle diverse sfaccettature, aveva un carattere eccezionale ma allo stesso tempo era anche un outlaw e famose sono le sue sfuriate quando si arrabbiava spaccando tutto… comunque aveva una grande voce ed un talento innato per la musica. Io personalmente l’ho sempre ammirato.”

Più tardi poi sul palco gli ha dedicato un tributo personale eseguendo alcune delle sue canzoni più famose: “ E adesso qualche minuto per ricordare un eroe che ci ha lasciati. Era una star del country come del rock, un’outlaw come una cantante gospel, è sia nella all of fame country che in quella Rock ‘en Roll.” E via con Folsom Prison Blues, un medley di I’ll Walk The Line e Jackson ed in fine una bellissima e personale versione di The Ring Of Fire. Chiudendo poi questa parentesi in omaggio all’indimenticabile eroe urlando: “God Bless Jhonny Cash!!”

Tutti hanno quindi avuto per lui profonde parole d’ammirazione sia come cantante che come uomo e figura di riferimento, a tale proposito Joe Diffie ha raccontato: “ Io l’ho incontrato un paio di volte ed ho anche avuto la fortuna di lavorare con lui ad un film per la TV e posso dire che era una persona eccezionale, sia lui che sua moglie June. Ricordo che alle prove cercava sempre di aiutare gli altri ed aveva proprio una personalità umile, sapeva divertirsi ed essere serio allo stesso tempo.”

Profondo e significativo è stato anche il commento di Terri Clark che ha detto: “certo è una grave perdita non solo per l’industria musicale ma per tutti noi. Siamo cresciuti ascoltando le sue canzoni e prima di noi i nostri genitori e i nostri nonni, è qualcosa che fa parte di noi, della nostra cultura. Ricordo per esempio che mia nonna aveva una cotta per lui, insomma è una perdita così grande per tutti di fronte alla quale non possiamo rimanerne indifferenti. Lo incontrai un giorno quando lavoravo ancora in un negozio di stivali e abbigliamento western a Nashville nel ’91 e lui entrò per comprare un paio di stivali, posso dire che ricordo poche persone in grado di trasmettere una tale energia e di un tale carisma.”

Certo non possiamo che essere d’accordo. Tre generazioni sono cresciute con le sue canzoni che sono diventate a far parte della tradizione popolare a stelle e strisce e questa forse è la perdita più grande; se ne andata una piccola leggenda vivente della storia americana. Era nato alla fine di quel periodo buio della grande depressione in una povera e numerosa famiglia dell’Arkansas, ma il suo innato talento per la musica gli ha fatto conoscere il miracolo della popolarità e del successo. Una folgorante carriera lunga più di 50 anni durante la quale ha potuto collaborare con grandissimi personaggi della musica; primo fra tutti Elvis Presley. Della musica e non solo visto che ha partecipato ad innumerevoli special televisivi e recitato in film per la TV e per il cinema.

Se ne è quindi andato qualcuno che non era solo un cantante, un performer, ma un personaggio vero. Anche se non ha fatto parlare di sé solo nel bene e mi riferisco ai problemi famigliari e di droga avuti in passato, Johnny Cash è sempre stato un cantastorie per gente normale, per i più diseredati, gli oppressi, era qualcuno che amava andare fuori dagli schemi facendosi amare dalla gente, uno di quegli eroi moderni che non combattono con spada e scudo ma con chitarra, voce e la sua musica.

Già la sua musica, il suo inconfondibile ritmo bum chika bum e stato durante tutti questi anni di ispirazione per chissà quanti artisti. Ancora oggi la sua influenza è chiaramente distinguibile nella musica di personaggi come Dwight Yoakam, Dale Watson o Roger Wallace e le sue canzoni sono diventate un must per qualunque cantante country che salga su di un palco.

Tutti oggi devono qualcosa a Johnny Cash, cantanti, produttori, ma anche gente normale, appassionati di country, per aver contribuito a diffondere questo genere musicale nel mondo, dove lui rimane, anche se a volte per pure circostanze commerciali, il più conosciuto.

Anche io personalmente, se ripenso a come è avvenuto il mio incontro con la musica country ricordo che il primo disco che ascoltai era una raccolta, una di quei vecchi classici che troviamo dovunque sugli scaffali dei negozi. Una delle canzoni di cui mi innamorai era la prima del cd ed era The Ring Of Fire – Johnny Cash. La cosa mi spinse a cercare altro materiale di musica country e in particolare su di lui. Poi tutto ciò mi ha appassionato sempre di più e mi ha portato a cercare tutto quello che di musica country avesse a che fare. Ho così scoperto ed amato il country folk, il bluegrass, l’old time, la musica degli outlaw, il country rock, fino ad arrivare al new country odierno.

Non voglio essere presuntuoso dicendo che il country è la colonna sonora della mia vita, ma se la musica che amo è tale anche grazie a Johnny Cash allora: thank you for everything Man in Black !!

Articolo pubblicato su Country Store n. 69, anno 2003


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