di Paolo Carù
Peter Rowan

L'uscita di Peter Rowan, il solo album per la Flying Fish, pubblicato nel novembre scorso, ci dà l'occasione per questa breve riflessione sull'uomo e sul musicista. Malgrado il suo aspetto assai giovanile Rowan è un veterano delle scene musicali americane: il suo amore per la buona musica lo ha portato ad esibirsi con alcuni dei migliori musicisti della scena americana. La scelta di Peter è sempre stata basata sulla qualità della musica e malgrado questo lo abbia obbligato ad un certo isolazionismo e boicottaggio a livello di grandi labels, non ha mai messo in discussione le sue idee.

Le prime notizie del giovane Peter le abbiamo verso la metà degli anni ‘60, quando con alcuni amici (Lamar Grier, Bill Keith e Richard Greene) entra a far parte dei leggendari Blue Grass Boys di Bill Monroe. Bluegrass Time del 1967 è un eccellente album di bluegrass del grande Monroe, ed il miglior documento della grande esperienza di Rowan e Greene e delle loro ricerche delle roots musicali americane. In seguito fonda, con David Grisman (e con John Nagy, Bill Stevenson e Paul Dillon) gli Earth Opera, una band newyorchese che mischiava musica acustica e musica elettrica nella ricerca di una innovazione sonora. Il gruppo produce due album, ed il secondo, The Great American Eagle Tragedy è un piccolo classico dei sixties. Ma la band, anche se l'Elektra li spinge molto, ha un mediocre risultato commerciale: si sciolgono ed ognuno prosegue per la sua strada.

 

Mentre Grisman fa ancora esperienze nel campo della musica tradizionale, Rowan si sposta in California dove entra a far parte dei Seatrain, capitanati da Richard Greene, quando il gruppo aveva già inciso quasi due album: il primo sotto il nome Blues Project (Planned Obsolescence) ed il secondo come Seatrain per l'A&M. L'entrata di Rowan, l'uso di un nuovo produttore (George Martin), rivitalizzano egregiamente la band. Tra il 1970 ed il 1972 i Seatrain pubblicano due stupendi album, ancora oggi considerati tra i migliori album della storia del rock americano: il primo intitolato semplicemente Seatrain, un disco imperdibile che contiene le classiche Willin' (di Lowell George) e la famosa country song O.B.S. (Orange Blossom Special), con una grandiosa prestazione di Richard Greene al violino. Segue Marblehead Messenger, forse leggermente inferiore al precedente LP ma sicuramente di qualità ottima.

Ambedue gli album, anche se ben valutati dalla critica, hanno scarso successo di pubblico, ed inoltre alcuni screzi interni di Greene e Rowan con gli altri membri della band (Baskin, Atamanuik, Kulberg e Jim Roberts), fanno sì che i due musicisti escano definitivamente per seguire le loro carriere. I Seatrain rimarranno in vita ancora per un solo album, producendo infatti Watch, un disco di buon livello, ma sicuramente inferiore ai due stupendi lavori su Capitol.

 

Greene e Rowan, con Clarence White, Bill Keith e David Grisman si ritrovano assieme per incidere Muleskinner, una session di bluegrass progressivo che rimane negli annali della storia del rock. Seguendo l'esempio di Blue Velvet Band (un mitico album ormai da anni irreperibile), anche Muleskinner è una rivisitazione della musica tradizionale americana attraverso le idee di cinque eccellenti strumentisti, che mischiando il tradizionale bluegrass ad innovative teorie sonore danno vita ad un disco difficilmente dimenticabile.

Sempre assieme al fido amico Greene entra a far parte degli Old And In The Way, un gruppo con strumenti a corda fondato da Jerry Garcia. In seguito Greene se ne va e Vassar Clements lo sostituisce, e nel 1975 l'album viene pubblicato. Interamente live, il disco è assai piacevole e ben calibrato e contiene la stupenda Land Of The Navajo di Peter; nella band appaiono anche John Kahn e David Grisman. Appunto Grisman, che nel 1972 (con lo pseudonimo di David Diadem) aveva prodotto The Rowan Brothers per la Columbia, il primo album di Christofer e Lorin, i due fratelli di Peter, convince il maggiore e più esperto a riunirsi ai due giovani musicisti.

 

I fratelli Rowan rimangono assieme per tre anni producendo altrettanti album: The Rowans, del 1975, lineare e brillante, dal suono tipicamente country rock, che contiene alcune ottime composizioni di Peter come Midnight Moonlight e la lunga Thunder On The Mountain. Segue nel 1976 Sibling Rivalry, un album eccellente e quasi completamente acustico, che rappresenta il miglior punto di arrivo dei Rowans. Contiene la stupenda ballata epica di Peter dedicata al famoso bandito messicano Joaquin Murrieta, un racconto leggendario di circa nove minuti reso ancora più valido dalla partecipazione di Richard Greene al violino. Jubilation esce verso la metà del 1977 ed è un album deludente, si sente che tra Peter ed i due fratelli le cose non vanno come prima; il disco è molto arrangiato e decisamente brutto.

Il sodalizio Rowans si scioglie e il nostro seguendo ciò che da anni lo spinge si rimette on the road, per eseguire la musica che preferisce. Non riesce a trovare un contratto discografico presso le grosse labels, così si affida alla coraggiosa Flying Fish: la prima apparizione su vinile per l’etichetta indipendente di Chicago è sul live The Festival Tapes, in cui Rowan esegue una lunga e stupenda versione di The Land Of The Navajo con Hartford e Berline ai fiddles. Poi nel novembre 1977 esce Peter Rowan, lo splendido solo che lo conferma uno dei migliori performer di musica tradizionale americana. L'album ha un notevole eco da parte della stampa specializzata, e Rowan e Greene fanno molti concerti assieme.

 

Nel gennaio 1979 la Ridgerunner ripubblica il classico Muleskinner, rendendo così finalmente reperibile questo album. Ora Peter ha una band stabile con il violinista del New Jersey Tex Logan, il mandolinista Barry Mitterhoff (ex Bottle Hill), il banjoista Lamar Grier ed il bassista Rick Campbell. La musica che ora Peter esegue deriva dalle varie esperienze musicali trascorse nel passato: bluegrass, country tradizionale (vedi al famosa Panama Red), tex mex (vedi Joaquin Murrieta e le recenti Free Mexican Airforce e Gypsy King Farewell). Il suo attuale stato di grazia è ben rappresentato dal suo solo album su Flying Fish.

Articolo pubblicato su Mucchio Selvaggio n. 20, anno 1979


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