New Riders Of The Purple Sage: All'ombra del morto riconoscente
I
“Nuovi cavalieri della salvia porporina", che presuppongo abbiano preso il
nome da un gruppo di western swing molto popolare negli anni ‘30, rimangono una delle band più rinomate del panorama country
rock degli anni settanta. Ci è sembrato giusto
soffermarci su questa band come omaggio ai tanti fans italiani di questo genere
ultimamente in netto ribasso. Le origini sono complesse. Cercherò di essere il
più sintetico possibile.
Lasciando perdere gli
antefatti e le note biografiche più remote, sembra corretto farne risalire la
nascita grosso modo alla primavera del ‘70 quando John Dawson (Marmaduke per
gli amici), David Nelson, Jerry Garcia, Bob Matthews (subito rimpiazzato da
Phil Lesh) e Mickey Hurt danno vita a quello che si può considerare il primo
nucleo. I New Riders fanno parte della schiera delle grandi famiglie
westcostiane ed appare subito chiara la matrice di provenienza della band, ovvero il giro dei Grateful Dead ed essenzialmente Jerry
Garcia, colto in un momento di particolare creatività e voglioso di
approfondire la conoscenza della pedal steel guitar, da lui già introdotta in Workingsman
Dead.
Nella
primavera seguente, quando il gruppo si è ormai fatto le ossa e comincia a
sentirsi in grado di camminare da solo, entrano Dave Torbert al basso (già
amico di Dawson e Nelson) e Spencer Dryden alla batteria (famoso drummers dei Jefferson Airplaine). Questa line-up, con il contributo
di Commander Cody al piano e dello stesso Hurt, incide quello che resta il loro
capolavoro. New Riders Of The Purple Sage (Columbia PC
30888).
John
Dawson scrive ed interpreta tutti brani, accompagnato da un impasto corale che
ricorda spesso e volentieri le armonie dei Dead. Con
la steel-guitar di Garcia a tessere in sottofondo un'atmosfera
di pace e di incanto. Un album elettrico-acustico. Un sound
tenue, sorretto da un drumming leggero e volatile, come sospeso in aria tra le
note preziose delle chitarre. I testi delle canzoni non sono così idilliaci come la musica può far sembrare. In Portland
Woman è il desiderio di una ragazza per soddisfare
la voglia di una serata e poi l'inevitabile amarezza a cose fatte. Dirty
Business denuncia un crollo in una miniera mentre
Henry racconta il rischioso lavoro di contrabbandiere di erba lungo la
frontiera messicana. Un album di una bellezza disarmante che purtroppo la band
non riuscirà mai più a eguagliare.
Powerglide (con l'ingresso di Buddy Cage) e Gipsy Cowboy
non sono male. Con Panama Red prodotto da Ed Putnam si ha una nuova risalita ma poi il futuro si
dimostrerà quanto mai impietoso fin a toccare il fondo con New Riders, Who
Are These Guy e specialmente con Oh, What A Mighty Time, decisamente
il loro album più brutto. Cronologicamente parlando, Skip Battin entrerà al
posto di Dave Torbert nel ‘74 (Torbert formerà i Kingfish) e la sua influenza
si farà sentire in Brujo (in cui inserirà alcune sue stranezze concepite
con Kim Fowley). Anche Battin lascerà la band per
raggiungere i Flying Burrito Brothers ed il suo sostituto sarà Steve Love (già
con la Rick Nelson Canyon Band e con il gruppo di Roger McGuinn).
In
Marin County Line farà il suo ingresso Pat Shanahan che prenderà il posto di Spencer Dryden, diventato manager. Da
questo momento la storia della band si fa difficile da
seguire. Sia Steve Love sia Buddy Cage abbandonano. Rientrerà
Battin con Sneaky Pete e Gib Guilbeau. Tutti e tre lasceranno presto il posto
ad Allen Kemp e Bobby Black (dalla band di Commander
Cody). Le ultime notizie ci dicono di un rientro nella band
di Buddy Cage e di un bassista di nome Michael White. Ci dicono anche del nuovo
disco. Si chiama Feelin' All Right ed il
titolo rivela una constatazione ottimistica. Il feelin' c'è, ovvero
la musica è buona.
La
band è adesso formata dai tre vecchi Buddy Cage, John
Dawson, David Nelson e dagli ultimi arrivati Patrick Shanahan e Allen Kemp. In
formazione non c'è il bassista (Michael White) che insieme ad
Andrè Lewis al sintetizzatore appare come session-man. I dieci pezzi sono quasi
tutti scritti da Allen Kemp e John Dawson, che sembrano essere diventati, di fatto,
i due timonieri dell'ensemble. Il contratto con la A&M
(importante casa discografica) dimostra che c'è qualcuno che crede nella band,
ma può anche essere l'ultima spiaggia per i ragazzi. Nel caso questo LP non dovesse entrare nelle classifiche americane i New Riders
cesserebbero di esistere. È la dura legge del dollaro.
A
mio parere l'album ha buone possibilità di entrare nei primi cento se viene sufficientemente spinto dalla A&M ed accompagnato
da una lunga tournée in giro per gli States. L'album non è male. Intendiamoci, siamo sul leggerino. Mi domando quanto possa valere un disco del genere nel 1981 insieme a gente
come Clash, Springsteen, Talking Heads, Parker, Costello. A
volte mi domando se effettivamente il country rock abbia perso il treno ed appaia
ormai sorpassato. Forse è più giusto che gli
amanti del country rock ascoltino gente come Gary P. Nunn o Terry Allen che i
NRPS, i Firefall o i Flying Burrito Brothers. È più attuale Johnny Cash con Rockabilly Blues!
Tornando
a noi i New Riders non cambiano molto. Motivetti carini, musica divertente anche se mancano momenti che
fanno accapponare la pelle. Tutto sommato Feelin' All
Right mi sembra superiore agli ultimi 4-5 dischi. Però
ragazzi prima di comprare questo New Riders ci sono molti altri dischi da
acquistare (e ritorno su Terry Allen). Dubitiamo molto che i New
Riders sapranno tornare ai fasti di un tempo. Cerchiamo quindi di non farci
trasportare dai sogni e restiamo con i piedi ben piantati in terra. In fin dei
conti qualcosa i New Riders hanno lasciato. E allora?