Il
noto e chiacchierato jazzista Stan Kenton una volta dichiarò piuttosto
seccatamente ad un intervistatore che “la country music è una calamità
nazionale”. Kenton non era uno sprovveduto e certamente si riferiva alla musica
prodotta e confezionata in quel di Nashville, ben sapendo che proprio un certo
tipo di country music, il western swing, contribuì non poco a rendere popolare
il jazz durante e dopo la swing era, facendolo uscire dalla ristretta e spesso
equivoca cerchia degli appassionati.
Milton
Brown, Bob Wills, Bill Boyd, e tutto il nuovo e vivace movimento che da loro
prese le mosse, non solo aiutarono il jazz ingentilendo le sue primitive forme
ed introducendolo presso il pubblico bianco, ma anche e soprattutto aiutarono
la country music suggerendole altre vie, altri mezzi espressivi e soluzioni
musicali vive e dinamiche contro i modelli stereotipati e gli schemi a senso
unico nei quali andava dibattendosi.
Si
può senza dubbio affermare che il western swing è l’espressione di un’epoca. Se
conobbe subito al suo apparire un’enorme diffusione commerciale lo si deve al
fatto che bene interpretò le illusioni, le speranze, la ritrovata gioia di
vivere dell'americano appena uscito dall’oscuro periodo della grande
depressione ed impegnato nella spasmodica ricostruzione del proprio paese dopo
la crisi.
Le
grosse lucenti formazioni, gli arrangiamenti sofisticati, il suono impeccabile,
la maestosità scenica dei concerti di alcune orchestre e la sistematica
sponsorizzazione di numerosi gruppi da parte delle industrie in rapida ripresa
su tutte le stazioni radio, davano all’uomo della strada la netta sensazione
che finalmente qualcosa stava cambiando, che i suoi sforzi ed i suoi sacrifici
erano serviti allo scopo, che gli anni difficili erano adesso solo un triste
ricordo, che insomma la nazione di nuovo finalmente marciava senza ostacoli sul
binario giusto.
Un
fenomeno di questo genere e curiosamente parallelo si era manifestato solamente
una volta in precedenza, all'inizio del secolo col ragtime. Il ragtime ormai
già adulto accompagnò i primi passi del neonato novecento e cominciò a
zoppicare con l'avvento del primo conflitto mondiale; allo stesso modo il
western swing diede una mano al Roosevelt del New Deal ed invecchiò
prematuramente nella polvere radioattiva di Hiroshima.
La
sua eco rimbalzò in Europa e persino in Italia dove titoli come Deep In The
Heart Of Texas e Four Or Five Times (e le relative versioni nostrane
di Angelini, Kramer, Semprini, Otto, Rabagliati, etc.) divennero popolarissimi
nelle balere della penisola al pari delle arcinote contemporanee In The Mood
e Chattanooga Choo Choo. Entrambe le due musiche riaffiorano
puntualmente ad intervalli regolari ogni qualvolta si ricreano le stesse
condizioni o le medesime circostanze che ne determinarono il concepimento.
Questo costante ritorno è provocato dal fatto che ambedue non hanno ancora
esaurito la loro carica emotiva e le loro possibilità espressive estremamente
fluide e basate, ancor prima che su spartiti, su un incredibile feeling.
Il
western swing vide la luce verso la metà degli anni trenta in Texas ed in
Oklahoma avendo per genitori il genere western (un'ibrida miscela di pura
tradizione sud-orientale e motivi riciclati o scaturiti dal pittoresco folklore
degli Stati centro e sud-occidentali o country & western) e lo swing,
allora in piena fioritura, delle orchestre di colore e bianche (Benny Goodman,
Count Basie, Cab Calloway, Duke Ellington, Glenn Miller etc) formatesi a
Chicago e New Orleans a partire dalla fine degli anni venti in seno alle
arcaiche brass bands dell'Ottocento.
Texas
ed Oklahoma, due aree geografiche che solo allora conoscevano un enorme
sviluppo industriale ed al passo col cosiddetto progresso, erano aperte ad ogni
novità e recepivano ogni idea, contrariamente al vecchio sud-est da sempre
restio ad accettare qualsiasi tipo di musica moderna che si staccasse troppo
dalla propria sacra tradizione. L'incontro di questi due generi (western e
swing), in apparenza tra loro agii antipodi, produsse qualcosa di originale e
di incredibilmente complesso: ognuno portò infatti il proprio contributo
culturale rifuso con le precedentiesperienze musicali ed ognuno riversò in questa nuova creazione tutto
ciò che aveva di valido ed attuale.
Da
una parte il ragtime, il blues, il dixieland, lo swing, il boogie-woogie, la
musica honkytonk ed i ritmi sincopati, e dall'altra gli stili violinistici
locali texani, georgiani, delle due Virginie, delle due Caroline, dell'area dei
monti Ozarks (Arkansas, Missouri, Oklahoma), le canzoni tipiche dei cowboy, le
struggenti composizioni della newyorchese Tin Pan Alley ed i canti dei mormoni
dello Utah, le melodie francofone della Louisiana, il valzer e la polka degli
austro-tedeschi e degli slavo-boemi dell'Arizona, si ritrovarono insieme
mischiati per la prima volta in una miscela esplosiva.
A
tutto ciò vanno aggiunti la border-music o tex-mex della minoranza etnica
messicana in Texas e nel Nuovo Messico (un interessante incrocio di norteno,
come veniva chiamata la musica sviluppatasi nella zona settentrionale del
territorio messicano, di mariachi, termine che in origine indicava le melodie
eseguite in occasione di celebrazioni nuziali da piccoli gruppi o conjuntos, e
di folklore texano), le ancora inesplorate possibilità della musica a plettro
hawaiana e polinesiana, presentata in anteprima sul continente americano da una
troupe folcloristica indigena vent’anni addietro nel corso della Panama Pacific
Exposition, e da ultimo il redivivo yodel opportunamente rispolverato e messo a
nuovo, che ispirò altri polimorfi stili vocali.
Dal
punto di vista sociale e comunitario il western swing si presenta all'inizio
come la risposta (e se si vuole, la rivincita) delle vecchie string band rurali
bianche, specializzate in motivi per danza, alle grosse orchestre da ballo
urbane. Più tardi finì per subire l'inevitabile attrazione metropolitana che
l’eseguire una musica di questo genere comportava, secondo la vecchia logica
equazione che rurale sta a conservatore come urbano a progressivo.
In
questo processo di adattamento alle esigenze di un pubblico sempre più numeroso
e sempre più assetato di novità, alcuni gruppi mantennero la strumentazione di
base delle string band originarie (ma già in evoluzione) composta da uno o due
violini, chitarra, steel-guitar, banjo tenore (raramente un banjo a cinque
corde) e contrabbasso, introducendo in seguito il pianoforte, la fisarmonica
(accordion), la batteria ed elettrificando il possibile; altri fecero uso
stabilmente o saltuariamente di una sezione fiatistica; parecchi impiegarono
entrambe le soluzioni in funzione del repertorio del giorno; altri infine si
avvicinarono fino ad imitare pedissequamente il suono delle band di colore
tanto da rendere ardua e vana la loro identificazione.
È
opportuno ricordare che due gruppi texani si divisero il merito, almeno per
quanto riguarda i documenti incisi, di aver preparato il terreno;:> alla
nascita del western swing: i Prince Albert Hunt's Texas Ramblers, un violinista
e due chitarristi originari di Terrell (cittadina a sud-est di Dallas) e gli
East Texas Serenaders provenienti da Lindale, una frazione agricola a nord di
Tyler, guidati dal fiddler mancino Daniel H. Williams e la cui formazione era
composta da un violoncello, una chitarra ed un banjo tenore.
I
primi realizzarono alcune matrici nel 1929 per la Okeh (c/o Folkways FA2952 Anthology
Of American Folk Music vol. 2), i secondi produssero ben 24 brani nel corso
di tre sedute negli studi della Columbia, Brunswick e Decca tra gli anni 1927 e
1936 (c/o County 410 e varie antologie). Entrambe queste string band avevano in
comune due caratteristiche peculiari e determinanti: interpretano i fiddle
tunes tradizionali, texani e non, eseguendo prima la melodia per poi
improvvisare sull'aria della stessa, ed introdussero nel loro repertorio delle
composizioni originali spesso e volentieri in medley con motivi popolari.
Seguendo
appunto questi tentativi, dando sempre maggior spazio alla fantasia ed alla
capacità tecnica individuale e pescando di quando in quando nell'enorme
calderone musicale, la Wills' Fiddle Band (Bob Wills, Herman Arnspiger) prima,
gli Aladdin Ladies (Wills, Arnspiger, Milton Brown) poi e finalmente gli
originari Light Crust Doughboys (Wills, Brown, Sleepy Johnson, Durwood Brown),
concepirono l'embrione del genere definito solamente dieci anni più tardi con
nome di western swing. Ma soffermiamoci sui gruppi più significativi offrendo
un quadro preciso ed esauriente della loro attività tra gli anni 1934 e 1950.
Light Crust Doughboys
Bob
Wills (fiddle), Herman Arnspiger (chitarra) ed in seguito Milton Brown (voce)
costituirono il nucleo primitivo di questo gruppo nelle cui file per un periodo
di circa dieci anni passarono innumerevoli altri musicisti. Il trio originale
cominciò ad apparire ai primi di gennaio del 1931 dai microfoni della stazione
radiofonica KFJZ di Fort Worth in Texas in uno spot pubblicitario della ditta
Burrus Mills & Elevator Company per il lancio di uno speciale tipo di
farina, la Light Crust Flour.
All'inizio
del 1932 Arnspiger abbandonò (ritornerà dopo qualche anno) e venne sostituito
dal banjoista tenore Clifton Sleepy Johnson e dal fratello minore di Milton, il
chitarrista Durwood Brown. Con questa nuova formazione ampliata i Fort Worth
Doughboys o Light Crust Doughboys (come venivano adesso sempre più spesso
presentati) incisero due brani, Nancy Jane e Sunbonnet Sue, per
la Victor il 9 febbraio 1932 a Dallas: per molti il western swing aveva emesso
il suo primo vagito.
Da
quel momento fu un susseguirsi di partenze ed arrivi in seno al gruppo: se ne
vanno i fratelli Brown, se ne va Wills dopo un memorabile litigio col manager
Wilbert Lee Pappy O’Daniel, che più tardi, grazie alla popolarità acquisita
come annunciatore della band ed intrattenitore nei programmi delle potenti
emittenti WBAP e KGKO di Fort Worth, riuscirà a conquistarsi il governatorato
texano ed un posto in Senato.
Arrivò
un'ondata di giovani musicisti ben lieti di mettersi in luce, primi fra tutti
il cantante Thomas Elmer Duncan (scelto dallo stesso Wills tra 67 aspiranti
poco prima della rottura), il giovane steel-guitarist Leon McAuliffe, il
cantante yodeler Leon Huff, il compositore Marvin Montgomery, l'ottimo
violinista Cecil Brower etc. Condotti sapientemente da O'Daniel, messosi nel
frattempo in proprio, i Light Crust Doughboys parteciparono anche a due
pellicole hollywoodiane con Gene Autry e Smiley Burnette, Oh Susanna
(1935) e The Big Show (1936), anticipando di qualche anno il boom dei
western romantici con colonna sonora di impronta western swing.
Per
amor del vero vi si ascoltava molto country & western ed assai poco swing,
alla maniera dei popolarissimi Sons Of The Pioneers. Alla strumentazione tipica
delle prime string bands texane i Doughboys col tempo affiancarono una
steel-guitar, una fisarmonica ed un pianoforte (affidato alle dita sciolte di
John Knocky Parker, un notevole esponente della scuola ragtime del periodo),
rifiutando sempre sdegnosamente l'impiego della batteria e di una sezione
fiatistica.
Il
loro repertorio era molto vario e spaziava dai motivi tradizionali, religiosi e
profani, alla musica da ballo con decise influenze messicaneggianti, ad un gran
numero di composizioni degli stessi membri. Se nella maggior parte dei brani
vocali i Doughboys mostrano di essere sdolcinati oltre misura, sia nella scelta
delle liriche che per il modo di usare il violino o i violini in languidi
duetti con la fisarmonica, lo stesso non si può dire degli strumentali che,
sebbene legati al fatidico limite dei tre minuti, riescono tuttavia a mettere
nella giusta luce l’eccellenza musicale ed il vigore (c/o il banjo tenore) di
molti virtuosi della band. Personalmente non sono d'accordo con Wilson Lefty
Perkins, ex-Cowboy Rambler e steel-guitarist dei Doughboys dal 1945 al 1953, il
quale a distanza di anni affermava che “il suono del gruppo era molto avanti
rispetto ai suoi tempi”. Al contrario il suono dei Light Crust Doughboys
rispecchiava esattamente un'epoca che aveva ancora moltissimi agganci col
passato ed intravedeva a malapena il futuro.
Bob Wills & His Texas Playboys
Nella
variopinta mitologia della musica popolare americana sembra essere essenziale
lacreazione di padri e di fondatori: il
bluegrass da Bill Monroe, il blues di Chicago da Muddy Waters etc. Il fatto che
Bob Wills sia considerato il padre del western swing è una vera e propria leggenda
ancora in parte da sfatare. Il western swing ebbe anche altri pionieri, molti
altri genitori, sebbene a Wills vada riconosciuto senza alcun dubbio il merito
di averne definito lo stile e di averlo diffuso.
Figlio
di un violinista tradizionale di Limestone County, Bob Wills (1905-1975) era
già un rinomato hoedown-fiddler ed un campione del Texas-style, quando con la
Wills’ Fiddle Band ebbe la fortuna di incontrare Pappy O’Daniel e diventare
così di conseguenza l'attrazione principale dei Light Crust Doughboys. Fu
ancora la sua buona stella, questa volta sotto forma di una malcelata
predilezione per gli alcolici, che lo fece allontanare dal concessionario di
zona delle Burrus Mills e gli aprì davanti nuove ed impensabili vie. Due anni
dopo aver lasciato il gruppo originale fondò i Texas Playboys esibendosi
regolarmente presso la KVOO di Tulsa in Oklahoma (i famosi Tulsa years,
1934-1942) in un programma sponsorizzato dalle General Mills.
Il
24 settembre del 1935 Wills portò i suoi a Dallas per una storica seduta
d'incisione negli studi della Brunswick Record Corporation (poi Columbia). I
tredici musicisti presenti nei ventiquattro brani di questa session possono
essere considerati a tutti gli effetti dei pionieri del western swing, sia per
quanto riguarda lo strumento individuale sia per il suono d'insieme: Herman
Arnspiger (chitarra), Jesse Ashlock (fiddle), William Smokey Dacus (batteria),
Tommy Duncan (voce), Art Haines (trombone e fiddle), Sleepy Johnson (chitarra,
banjo tenore e fiddle), Son Lansford (contrabbasso), Leon McAuliffe (steel-guitar),
Robert Zeb McNally (sassofono tenore e clarinetto), Everett Stover (tromba),
Alton Stricklin (pianoforte), Johnnie Lee Wills (banjo tenore) e Bob Wills
(fiddle e voce).
Dando
un'occhiata al numero ed alla strumentazione dei Playboys annata 1935 balzano
subito evidenti due importantissime novità: l'inizio del periodo delle grosse
formazioni, l'uso dei fiati e della batteria. La prima è un dono di Wills, il
quale ha dato al western swing quello che John Philip Sousa diede al ragtime:
la serietà della grossa orchestra. La seconda è un adattamento dai combos di
colore che imperversavano a New Orleans a quei tempi e la cui eco giunse ben
presto nei vicini territori texani e dell'Oklahoma. Wills anzi fu uno dei primi
bianchi ad usare gli ottoni in sezione, stabilendo nei suoi arrangiamenti due
parti distinte, una per i fiati ed una per i fiddles.
I
Texas Playboys, e ciò è abbondantemente testimoniato già in quella prima
incisione, mostravano una loro caratteristica: il corpo centrale degli
strumenti a corda (chitarra, banjo tenore e persino i violini) era tutto teso
ad imitare il timbro delle note ed i riffs fiatistici propri della tromba e del
clarinetto, determinando con questo uno degli elementi fondamentali di tutto il
western swing. Durante gli otto anni successivi la band divenne l'orchestra da
ballo più richiesta dell'intero sud-ovest attraverso la radio, gli spettacoli
dal vivo ed un vantaggioso contratto con la Columbia che la impegnò a scadenze
regolari.
Nel
1940 Wills si trasferì col seguito in California dove prese parte al primo di
una serie di 26 film, quel Take Me Back To Tulsa con Tex Ritter, che lo
consacrò definitivamente come personaggio pubblico. Subito dopo la seconda
guerra mondiale i Texas Playboys si riorganizzarono in una formazione
d'eccezione e tra il 1945 ed il 1948 incisero ad Oakland sulla West Coast
duecentoventi brani passati alla storia col titolo di Tiffany Transcriptions
(interi programmi ad uso radiofonico su dischi di plastica rossa).
A
giudizio di molti critici queste transcriptions rivelano la band al massimo
delle sue possibilità: ampio spazio d'esecuzione, pulizia non comune, soluzioni
tecnico-strumentali progressive (Tiny Moore al mandolino elettrico, Eldon
Shamblin alla chitarra elettrica, Millard Kelso al pianoforte). Il fiddle e
tutti gli strumenti a corda assumono ora un ruolo preponderante, avuto solo nei
primissimi anni, diventando il marchio che contraddistinguerà per sempre il
gruppo. Scaduto il contratto con la Columbia, Wills passò alla MGM, dove registrò
in modo massiccio, e quindi alla Liberty, finché nel 1962 venne colpito da un
primo attacco cardiaco seguito da un altro più acuto nel 1969 che lo costrinse
a ritirarsi dalla scena musicale.
L'anno
prima con una fastosa cerimonia a Nashville la Country Music Association gli
aveva decretato un posto nell'olimpo delle sue stars: il Country Music Hall Of
Fame. Wills dapprima rifiutò affermando di “non aver avuto mai niente a che
fare con la country music”, poi cedendo alle pressioni della moglie Betty e dei
vecchi amici accettò. Nel dicembre 1973, mentre era impegnato su una sedia a
rotelle a dirigere i suoi Texas Playboys per una homecoming session,
organizzata dal produttore Tommy Allsup e dalla United Artists a Dallas per
celebrare i quaranta anni di attività della band, Wills soffrì un ennesimo
fatale infarto. Morì il 13 maggio 1975 dopo più di un anno d'agonia senza aver
ripreso conoscenza. “Possedeva la non comune abilità”, ha detto recentemente Ed
Shamblin, “di sapere che cosa voleva il pubblico e di trovare sempre l'antidoto
adatto”.
Pochi
si sono invece accorti che Bob Wills era e rimase innanzi tutto un violinista
rurale texano di elevatissima classe (c/o Texas Keepsake Fiddle Album 1964,
Longhorn 001), il cui stile, unito ai celebri hollers (Ah haa), contrastando
piacevolmente con lo swing ricercato e spesso scolastico di Jesse Ashlock, di
Johnny Gimble, di Keith Coleman e di molti altri “hot” fiddlers membri in varie
occasioni del suo gruppo, aveva il potere di solleticare irresistibilmente
l’orecchio di coloro che costituivano la stragrande maggioranza del suo
pubblico, la gente comune delle aree rurali e dei sobborghi urbani.
Milton Brown & His Musical Brownies
I
Musical Brownies sono il secondo ed ultimo gruppo scaturito dalla disgregazione
della formazione originaria dei Light Crust Doughboys. Riuniti intorno a sé
quattro musicisti nel settembre 1932, il cantante Milton Brown (1903-1936)
cominciò a dare i suoi spettacoli alla stazione radio KTAT e nel famoso locale
Crystal Springs vicino a Fort Worth. Più tardi al quintetto si unirono il
pianista Fred Papa Calhoun, che aveva lavorato in precedenza con orchestre
dixieland in Oklahoma, e Cecil Brower, un versatile fiddler con lunghi studi
accademici alle spalle.
Le
prime incisioni vennero organizzate a San Antonio dalla Bluebird tra l’aprile e
l’agosto del 1934, e le poche matrici realizzate già palesavano una forte
propensione verso lo swing delle bands di New Orleans e Chicago. La tendenza si
accentuò alla fine dell'anno con l'inserimento nell'organico, operato con non
lievi difficoltà e diffidenze, di Robert Dunn alla steel-guitar.
Dunn
si dimostrò un vero innovatore ed un eccezionale virtuoso dello strumento che
usava in maniera assolutamente rivoluzionaria: con brevi note ed una sensibile
velocità tendeva a riprodurre perfettamente gli effetti sonori di una tromba,
ampliando così le proprie possibilità espressive. Nel gennaio 1935 i Musical
Brownies andarono a Chicago per un nuovo e più consistente lavoro discografico.
Appena terminata la session Cecil Brower lasciò il gruppo per alcuni mesi,
andando a raggiungere la Dallas Symphony Orchestra e quindi la dance-band di
Ted Fio Rito.
Al
suo ritorno trovò in formazione un collega, il giovane violinista di Houston
Cliff Bruner: adesso i Brownies potevano disporre finalmente di due fiddles,
come la maggior parte delle bands di western swing del tempo. Secondo un
accorgimento adottato più tardi anche dai Texas Playboys di Wills, Bruner
conduceva o seguiva la melodia in Texas style e Brower suonava sul modello di
Joe Venuti: un duo eccitante e di sicuro effetto. Qualche tempo dopo i ruoli si
invertirono bruscamente e Cliff Bruner divenne uno dei più importanti esponenti
della corrente swing di tutta la storia del western swing.
Milton
Brown si stabilì definitivamente in Texas ottenendo numerosissimi ingaggi nelle
sale da ballo delle maggiori città dello Stato. Nel marzo del 1936 il gruppo
viaggiò alla volta di New Orleans dove incise quarantanove brani per la Decca
che riscossero uno strepitoso successo di vendite. Sei settimane dopo Milton,
rimasto gravemente ferito in un incidente automobilistico sulla Jacksboro
Highway presso Fort Worth, venne colto in ospedale da una forma acuta di
polmonite batterica che in pochi giorni lo condusse alla tomba. Nonostante la
tragedia i Brownies cercarono in un primo tempo di tener fede agli impegni
assunti, ma presto cominciarono le defezioni e molti andarono ad ingrossare le
formazioni di Wills, di Boyd e dei Light Crust Doughboys.
Durwood
Brown, il fratello di Milton, prese il coraggio a due mani e tornò ad incidere
l'anno seguente accompagnando in un paio di titoli Jimmie Davis: buona musica,
musicisti esperti, ma la mancanza del leader scomparso si avvertì
inequivocabilmente e con essa vennero meno la spontaneità e la vivacità della
band, che di fatto si sciolse nel 1938. Dopo la guerra Durwood tentò di
riformare ex novo il gruppo ma con scarso seguito.
Senza
i fiati, senza la batteria, con l'aggiunta di un pianoforte e con una
formazione ad otto elementi, i Musical Brownies appaiono come il risultato di
quella lenta naturale evoluzione della string band texana già avviata
soprattutto dagli East Texas Serenaders nel 1927. Un gruppo bianco i cui
marcati accenti jazzy hanno reso forse il più nero tra tutti i protagonisti dei
primi anni del western swing; e si nota nelle parti soliste sgranate secondo
una sequenza prestabilita (Dunn, Brower, Calhoun, Bruner ed una coda finale in
coro) o nel repertorio stracolmo di vecchi gloriosi standard del jazz ed avaro
di melodie comuni nella country music, oppure ancora nel timbro della voce del
cantante.
Il
panorama musicale di Chicago, i ghetti di Harlem e i giochi vocali di Cab Calloway,
lo spirito di New Orleans e dei primitivi rozzi Hamfats aleggiano in ogni
titolo arrangiato ed inciso dal gruppo; e poi il blues accanto a collaudati
temi popolari dai tempi accelerati, i motivi tex-mex con testo bilingue seguiti
da rari fiddle-tunes tradizionali per square-dance. “Fort Worth è stato il
luogo di nascita del western swing ed allora i Musical Brownies erano intorno
alla sua culla. La gente che ricorda quei giorni afferma che se Milton non
fosse morto proprio all'apice della sua fama nel 1936 i suoi Brownies avrebbero
superato in popolarità ed in merito Bob Wills ed i Texas Playboys. Sarebbero
insomma stati loro i primi” (Tony Russell nelle note di copertina del disco Taking
Off!, Milton Brown & His Musical Brownies, String 804).
Bill Boyd's Cowboy Ramblers
Un
altro gruppo che dal repertorio legato alla tradizione passò rapidamente ed
esperimentò l'elasticità del western swing fu quello dei fratelli Boyd
provenienti dalla contea di Fannin nel Texas nord-orientale. William Lemuel
Bill (1910-1978) e James Jim Boyd (1914), figli di grossi agricoltori emigrati
col loro patrimonio musicale dal Tennessee, ottennero un primo lavoro alla
radio KFPM di Greenville come membri di un quartetto strumentale ordinario.
Con
l’avvento della depressione la famiglia vendette la fattoria e si trasferì a
Dallas dove entrambi i fratelli frequentarono le scuole superiori e lì
incontrarono il violinista e clarinettista Audrey Art Davis: il seme dei Cowboy
Ramblers era stato gettato. La band si esibiva con una certa assiduità negli
studi della WRR di Dallas ed allineava in formazione Bill e Jim Boyd alle
chitarre, Art Davis al fiddle e Walter Kikes al banjo tenore.
Per
diretto interessamento del responsabile locale della Victor Bluebird, i
Ramblers firmarono un contratto discografico inaugurando la loro prolifica
carriera a San Antonio il 7 agosto 1934. Noti strumentali e rimaneggiamenti di
successi del momento, il tutto eseguito da una string band pressoché
tradizionale, determinarono l'esito di quella session. L'arrivo del pianista
Siomie Creel in occasione della seconda seduta d'incisione (fine gennaio 1935,
dieci brani) portò nella band una ventata di swing al passo coi tempi e segnò
l'inizio di profonde innovazioni.
Nel
febbraio 1936, sempre a San Antonio, i Ramblers si servirono per la prima volta
di uno strumento amplificato, la steel-guitar del mancino Lefty Perkins (poi
con gli Universal Cowboys, i Musical Brownies dopo la morte di Milton ed infine
con i Light Crust Doughboys). Otto mesi più tardi venne introdotto un altro
violino (Cecil Brower) per raddoppiare la resa della linea melodica nella
migliore tradizione texana (twin fiddles, i violini gemelli) e appositamente
per la session del marzo 1937 fu chiamato uno sconosciuto clarinettista del
Musicians Union che impegnò il pianista Knocky Parker in memorabili duetti.
Il
1938 trovò il gruppo nella sua più felice formazione: i violinisti Carrol
Hubbard e Kenneth Pitts (entrambi con studi al conservatorio), Marvin
Montgomery al banjo tenore (c/o Light Crust Doughboys), Jim Boyd al
contrabbasso, Bill Boyd alla chitarra ed al canto ed un altro Boyd, John, alla
steel-guitar. Quest'ultimo aveva una propria band, i Southerners, ed incise
alcuni brani nel 1937 poco prima di perire tragicamente in un incidente motociclistico.
Con i successi discografici giunsero le proposte di apparire nei film western
allora prodotti in quantità inverosimile ad Hollywood: a Bill toccò il ruolo
principale in ben cinque pellicole per la PRC (Producers Releasing Corporation)
ed in due divise la leadership col fratello Jim.
A
parte la radio ed il cinema Bill non sembrò mai preoccuparsi eccessivamente
degli spettacoli dal vivo preferendo di gran lunga i tranquilli studi
d'incisione che frequentò in maniera quasi ossessiva, producendo in tutta la
sua carriera 229 brani. Le ultime matrici vennero realizzate per la RCA nel
1945 a New York (con session-men locali non usi al western swing), New Orleans
(1946), Chicago (1949) e finalmente a Dallas il 7 febbraio 1950. Sciolta la
band Bill e Jim divennero dei richiestissimi deejays nelle principali stazioni
radio di Dallas fino al loro ritiro dalla scena per raggiunti limiti di età.
Gruppo
esclusivamente da studio (come qualcuno lo ha definito) o da salotto (come
aggiungo io), i Cowboy Ramblers spinsero al massimo questa loro caratteristica
ed in essa mostrarono i pregi ed i limiti. Musicisti urbani e colti, seppero
cogliere tutti i fermenti e le novità dell'ambiente musicale trasferendoli
nella loro produzione, senza tuttavia mai scadere in un'opera di imitazione o
di plagio. Bill Boyd possedeva la non comune capacità di scovare dei talenti e
di trarre il possibile dal virtuosismo e dagli strumenti dei singoli musicisti.
Una incredibile pulizia ed un suono accuratamente bilanciato, specie negli
strumentali eseguiti da otto/dieci elementi (Bill venne soprannominato the king
of the instrumentals) sono il marchio di fabbrica dei Cowboy Ramblers.
Viceversa,
una certa freddezza d'esecuzione, propria di uno studio d'incisione asettico, e
la continua noiosa riproposta di motivi triti e ritriti da praticamente tutte
le band di western swing, spesso senza un benché minimo guizzo di originalità,
rappresentano i loro difetti, soprattutto nelle ultime sedute discografiche.
L'impiego della batteria e a volte dei fiati, infine, fu del tutto casuale e
dettato più da ragioni di competitività commerciale che da vere e proprie
esigenze sonore. Il repertorio, per le cause sopra accennate, era squisitamente
western swing concentrando insieme in ugual misura melodie di entrambe le
tradizioni e delle più disparate origini.
Adolph Hofner
Pur
non rientrando nell'esigua cerchia dei grandi, Adolph Hofner riveste tuttavia
una certa importanza perché riuscì a conciliare con un notevole favore di
critica e di pubblico western swing e musica etnica, nel suo caso i motivi per
danza rurale dell'Europa orientale. Nato a Moulton, una cittadina tra Houston e
San Antonio in Lavaca County da padre di origine tedesca e da madre
cecoslovacca, Adolph crebbe con la musica nel sangue, quella musica allegra dai
ritmi piani delle band ceche di polka e valzer che lo accompagnò per tutta la
fanciullezza.
Presto
si innamorò della chitarra hawaiana e col fratello Emil (Bush) improvvisava
duetti nei club di San Antonio. Ma la sua principale aspirazione era di
cantare: ascoltò Bing Crosby e Jimmie Rodgers tentando di imitare i rispettivi
stili e di lì a poco tempo scoprì Milton Brown. “Mi ritrovai così naturalmente
nel western swing, perché era quello che andava allora per la maggiore, ma vi introdussi
la musica della mia infanzia””.
Hofner
ebbe il suo battesimo discografico nel 1936 a San Antonio come membro (chitarra
e voce) dei Jimmie Revard & His Oklahoma Playboys (a parte Revard erano
tutti musicisti texani, nonostante il nome) e poco dopo con il proprio gruppo,
Adolph & His Bohemians, di cui facevano parte il fratello ed una sezione
fiatistica, incise per la Vocalion alcuni titoli di musica da ballo
tradizionale tedesca e ceca. Dopo essere stato per qualche tempo con i Tom
Dickey's Showboys e sotto l'influenza di Bob Wills, nel 1939 sostituì gli
ottoni con due violini ed una steel-guitar pur mantenendo parte del repertorio
etnico originale: i suoi Texans divennero così i suoi San Antonians (1941) e
finalmente la sua Orchestra (1948).
Questa
ultima formazione sponsorizzata dalla Pearl Beer riscosse un'ottima
accoglienza, determinata anche dal fatto di abbinare sullo stesso disco un
motivo western swing con una polka o un valzer. Hofner è attivo tuttora dalle
parti di San Antonio. Una voce cristallina modulata su un'infinità di toni e
sorretta da una vivace sezione ritmica di pochi elementi essenziali ed una
pulizia rara per quei tempi, conferiscono ad ogni brano di Hofner un suono
molto moderno se non addirittura avanguardistico.
È
difficile capacitarsi della data dell'incisione che si sta ascoltando se non la
si legge nelle note di copertina del disco: praticamente non esiste differenza
tra un titolo del 1937 ed uno di quasi vent'anni dopo. Uno scherzo che può fare
solo un repertorio di tipo tradizionale basato su musiche da ballo di
provenienza straniera ma universali per funzione. Già in precedenti occasioni
il western swing ha mostrato di essere un materiale duttile, ad esempio
adattandosi perfettamente al tex mex o al cajun e vivacizzando questo e quello.
Con Adolph Hofner, e per la prima volta, il western swing veste i costumi
folcloristici di Boemia cuciti su misura da un sarto che conosce tutti i
segreti del suo mestiere e le esigenze dei suoi clienti.
Swift Jewel Cowboys
Fondati
l'8 aprile 1933 a Houston come gruppo d'appoggio per la promozione dei prodotti
della raffineria Swift & Company, i Swift Jewel Cowboys furono una delle
prime formazioni a subire le influenze di Bob Wills e soci mantenendo sempre
comunque una propria singolare fisionomia. Dal 1934 al 1942 viaggiarono per
tutto il sud facendo tappa di frequente in Tennessee, a Memphis, dove vennero
ospitati da diverse stazioni radiofoniche (WMC e WREC) e dove nel luglio del
1939 incisero ventidue brani (di cui venti editi) tramite un'unità mobile della
Vocalion sotto la direzione di Art Satherley.
Il
gruppo era composto da Pee Wee Wamble (cornetta e pianoforte), Lefty Ingram
(clarinetto, sax tenore e fiddle), José Cortes (fiddle), Kokomo Crocker
(accordion), Slim Hall (chitarra) e Curly Nolan (contrabbasso). Appena i dischi
furono pubblicati gli ingaggi fioccarono, ed i Swift Jewel Cowboys ripresero i
loro spettacoli dal vivo presentandosi come una band on the road nel senso più
letterale del termine. La seconda guerra mondiale segnò la fine del gruppo
poiché parecchi membri vennero richiamati in servizio attivo ed il razionamento
del petrolio, per cause belliche, determinò un drastico calo nella produzione e
nella vendita dei prodotti della ditta per la quale i musicisti lavoravano.
Nella
storia del western swing i Swift Jewel Cowboys sono una delle pochissime band,
insieme ai Milton Brown's Musical Brownies ed ai Farr Brothers (vedi oltre),
che accentuò la presenza dello swing nel proprio stile preferendolo al carattere
western. Non usarono mai la steel-guitar (elemento principe di altre
organizations) né il banjo tenore o la batteria e si distinsero per i loro
ispirati arrangiamenti e per l'eccellente affiatamento.
Il
loro repertorio, quale emerge dalla purtroppo unica session del 1939, è quanto
di più vario si possa immaginare e determinato in gran parte dal fatto di non
possedere un cantante solista con spiccate doti vocali, di poter vantare in
formazione una fisarmonica e di sfruttare a ragion veduta la complicata trama
degli strumenti a fiato molto più che non i fiddles. Si va da un suono che
ricorda le jug band, e che precede di un decennio lo skiffle, al trascinante
mariachi condotto dall’accordion all’imitazione di Cab Calloway e delle
orchestrine jazz, ai brani tradizionali in medley, alle composizioni originali
di Lefty Ingram. Forse strumentalmente i Swift Jewel Cowboys si rivelano una
formazione atipica nel western swing, ma per quanto riguarda il repertorio sono
senza dubbio dei figli legittimi della propria epoca.
Altri Gruppi
Nel
western swing i gruppi che ebbero vita breve, incisero una manciata di brani
sulla scia di un momentaneo successo ad una stazione radio e poi sparirono
irrimediabilmente nel nulla, non si contano. Un numero rilevante che nacque
dalle ceneri di precedenti formazioni, più o meno degne di considerazione, subì
la stessa sorte in un tempo relativamente lungo. Altri ancora seguirono le mode
e si adattarono comodamente ai tipi di musica che già si profilavano
all'orizzonte. Gran parte comunque diede bene o male il proprio contributo se
non nella qualità almeno nella quantità ad uno stile in continuo divenire.
In
questo paragrafo sono incluse tutte quelle band che non raggiunsero la
popolarità o non rivestono l'importanza delle orchestre analizzate sopra in
dettaglio o i cui dischi originali risultano per sfortuna o per paradosso
scarsamente reperibili su LP al momento attuale. Tre soggetti ostici e
difficilmente etichettabili, che farebbero tribolare chiunque si accingesse a
compilare un'antologia di western swing (e che è mia intenzione liquidare
subito), si possono considerare i Farr Brothers, i Sons Of The Pioneers e Spade
Cooley.
I
fratelli Hugh & Carl Farr, rispettivamente fiddle e chitarra, sono
giustamente celebri per i loro estemporanei duetti solisti o in seno al proprio
gruppo. Stranamente la loro musica, al contrario delle numerosissime incisioni
realizzate come membri dei Sons Of The Pioneers, offre molto swing e ben poco
western al punto che più d'uno ha tentato un paragone coi jazzisti Joe Venuti e
Eddie Lang, alla cui produzione del resto si ispirarono spesso.
I
Sons Of The Pioneers (parecchi dischi all'attivo) grazie anche al cantante Roy
Rogers ed al compositore Bob Nolan, divennero popolarissimi dentro e fuori i
confini californiani mediante una nutrita serie di film (168) e fortunate
colonne sonore.
Il
violinista Spade Cooley venne acclamato the king of western swing sulla West
Coast a partire dagli anni quaranta. I suoi brani erano caratterizzati da
arrangiamenti sofisticati, da una monumentale orchestra e da una strumentazione
tra le più varie comprendente persino un'arpa. Era certamente western swing ma
costruito in cartapesta per compiacere Hollywood e privo dell'immediatezza e
della genuinità originarie.
Veniamo
ai veri protagonisti. Ocie Stockard & His Wanderers, prima band formatasi
in seguito allo scioglimento dei Musical Brownies, era capitanata dal
chitarrista Stockard e si rivelò molto attiva in campo discografico tra il 1937
ed il 1941, plagiando tra l'altro i lavori degli Hi-Flyers e dei Sunshine Boys.
I
Bob Dunn's Vagabonds erano altri musicisti provenienti dai Musical Brownies e
riuniti intorno alla figura carismatica dello steel-guitarist Dunn. Ebbero vita
breve e quasi esclusivamente su disco. Leo Raley appare al mandolino, uno
strumento raramente usato nel western swing.
I
Texas Wanderers erano un eccellente gruppo di Houston con un repertorio ed un
suono marcatamente bluesy, fondato sui resti dei Vagabonds da Cliff Bruner,
Dunn e dal vivacissimo pianista Moon Mullican (divenuto celebre dopo la guerra
come musicista rockabilly). Accompagnarono spesso il cantante Buddy Jones,
meglio conosciuto più tardi come uno dei fondatori della musica honky-tonk. Con
una sua personale band composta di session-men sconosciuti, Cliff Bruner &
His Boys, Bruner incise nel 1941 alcuni titoli di particolare interesse.
I
Tune Wanglers trasmettevano regolarmente dalla stazione radio WOAI di San
Antonio. Vantavano un violinista (Tom Dickey) profondamente influenzato dal
Texas style ed un chitarrista/cantante (Buster Coward) tra i più quotati nel
western swing.
W.
Lee O'Daniel & His Hillbilly Boys sono nati nel 1935 quando Pappy O'Daniel
si mise in proprio ed organizzò una band per la pubblicità dei suoi articoli.
Western swing tradizionale con Carrol Hubbard al fiddle (c/o Bill Boyd's Cowboy
Ramblers) ed un misterioso accordionist.
Jimmie
Revard & His Oklahoma Playboys si distinsero per il loro materiale
(soprattutto blues), la nitidezza, la voce negra del pianista Eddie Whiteby e
qualche brano inflazionato da atmosfere strappalacrime. Si sciolsero quando i
fratelli Hofner formarono il proprio gruppo.
I
Modern Mountaineers erano una eccezionale formazione, parte di San Antonio e
parte di Houston, con un suono molto vivo ed attuale ed ottimi strumentisti
(Mullican ed il violinista J.R. Chatwell poi con gli Hi-Flyers ed Hofner).
Alcuni membri suonarono contemporaneamente con Smoky Wood & His Wood Chips.
Una
string band con due fiddles, due chitarre ed un contrabbasso era l'attrazione
principale della KTRM di Houston, i Bar-X Cowboys, che incisero raramente
durante il 1940; materiale tradizionale con un tocco personale.
Prairie
Ramblers, kentuckiani con una cantante solista dell'Arkansas (Patsy Montana),
repertorio vario e pochissimo western swing, strumentazione comprendente
sassofono e clarinetto. Popolarissimi tra il 1933 ed il 1948 al National Barn
Dance della WLS di Chicago.
Hi-Flyers,
passati alla storia per essere stati i primi ad introdurre i cosiddetti take
off solos nel western swing tramite la radio alla fine degli anni venti.
Parecchi membri si prestarono alle incisioni di gruppi di studio come gli
Universal Cowboys ed i Sons Of The West di Amarillo.
In
Louisiana nacquero delle formazioni ibride che adattarono questa musica al
patrimonio tradizionale o viceversa: gli Hackberry Ramblers, una string band
con ritmica cajun e fiddle di chiara ispirazione western swing, simile a quella
di Happy Fats & His Rayne-Bo Ramblers, ed Harry Choates che appena dopo la
seconda guerra mondiale si diede ad imitare lo stile violinistico e vocale di
Bob Wills.
Shelly
Lee Alley & His Alley Cats. Alley aveva scritto alcune composizioni per
Jimmie Rodgers accompagnandolo al violino. Nel 1937 organizzò un gruppo
comprendente il violinista Cliff Bruner, un sax ed un clarinetto che faceva il
verso a Cab Calloway. Da questa band si staccarono poi i Leon Selph's Blue
Ridge Playboys ed i Ted Daffan's Texans. Molti musicisti dell'Alabama
interessati al movimento andarono a formare gli Hank Penny & His Radio
Cowboy, caratterizzati dalla steel-guitar in evidenza e da un'incredibile
pulizia. Si potevano ascoltare dai microfoni della famosa WSB di Atlanta.
Johnnie
Lee Wills & His Boys. Il fratello di Bob Wills costituì una propria band
nel 1940 in Oklahoma con il violinista Cotton Thompson dalla voce profondamente
bluesy e con strumenti amplificati con cui incise diciotto brani per la Decca e
per la Bullet. Hoyle Nix & His West Texas Cowboys fu un imitatore di Wills
per più di trent'anni.
I
Port Arthur Jubileers realizzarono sei brani in un'unica session nel 1940 con
una formazione composta da due fiddles, un mandolino ed una fisarmonica che si
alternarono al piano, chitarra, banjo tenore e contrabbasso. I Dickey McBride's
Village Boys, condotti da McBride, ottimo cantante, erano presenti ovunque nei
piccoli clubs dell'area intorno a San Antonio.
I
Crystal Springs Ramblers presero il nome dal celebre locale da ballo di Fort
Worth ed incisero pochi brani in una sola session scomparendo poi dalla
circolazione. Roy Newman & His Skyrockets, anche se tutti incisero tra il
1936 ed il 1938, devono in realtà essere considerati esponenti di pre-western
swing. Infine Leaford Hall & His Dixie Ramblers, Norman Phelps & the
Virginia Ramblers, Doug Bine & His Dixie Ramblers, i Nite Owis, i Louisiana
Strollers, i Ross Rhythm Rascals e Claude Casey & His Pine State Playboys
sono gruppi oscuri dei quali si possiedono notizie insufficienti e/o poco
attendibili.