di Yari Spadoni
HANK 3 live in Collegno (TO), 30/06/2012

Shelton Hank Williams terzo, detto anche Hank 3 si presenta sul palco del festival Colonie Sonore alle 21 circa di un bellissimo sabato estivo, nella splendida cornice del parco della Certosa Reale a Collegno. Non tantissimi i fan accorsi per l'occasione, circa 600 a occhio, ma di certo tutti entusiasti di vedere per la prima volta in Italia il nipote dello Shakespeare Hillbilly: Hank Williams Sr. Il cantautore americano è accompagnato dalla sua fidata Damn Band, della quale spiccano Andy Gibson al dobro/steel guitar e Adam McOwen al fiddle.

 

È ancora giorno e Hank 3 apre lo spettacolo con un set country esplosivo sulle note di Straight To Hell. Shelton e la sua chitarra acustica non si fermano un attimo e incalzano la platea per circa un'ora e mezzo con molti brani che ripercorrono tutto il repertorio del cantautore americano: da Risin' Outlaw fino al recentissimo Ghost To A Ghost.

In chiusura del set country la band ripropone i classici: Foggy Mountain Breakdown e I'll Never Get Out Of This World Alive. Performance genuina e rodata, la band sa conquistare il pubblico, che canta i brani con entusiasmo. Come tutte le cose belle, il tempo sembra volare e il set country è al termine. Fine della prima parte.

Dopo una brevissima pausa, lo spettacolo prosegue in tutt'altra veste: sul palco rimangono solo il batterista e Hank 3 con in braccio la chitarra elettrica e i lunghi capelli sciolti al vento. Lo stage è tutto buio ad eccezione di alcuni fari verdi. Atmosfera da B-movie horror.

Da questo momento in avanti, per un'altra ora e mezzo niente più country, cowpunk o reminiscenze del passato: Hank ci suona una via crucis scandita dai pezzi doom-sludge tratti dal disco Attention Deficit Domination, poi conclude con l'apocalisse sonora grind speed metal del progetto 3 Bar Ranch Cattle Callin'. Personalmente avrei gradito di più 4:33 di John Cage.

 

Con tutto il rispetto per gli amanti del genere e per l'ecletticità di Williams, che adoro, la seconda parte dello show è risultata a mio avviso troppo pesante, ridondante e disomogenea con il resto dello spettacolo. Un vero peccato. C'è comunque da sottolineare che molti fan hanno gradito (o forse preferito) questa parte dello show, rimanendo fino alla fine dello spettacolo, dopo il quale Hank 3 si è concesso a tutti per foto e autografi.

Il biglietto è onesto (€ 20,00) anche rispetto alla lunga durata dello show. 10 e lode ai ragazzi di Colonie Sonore per la location, l'organizzazione e il merito di aver portato per la prima volta nel nostro paese questo notevole artista.

Articolo pubblicato su The Long Journey n. , anno 2012


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