di Pierangelo Valenti
Artisti

Anche se non riuscirono a sfondare a livello nazionale come molti loro colleghi più fortunati e blasonati, i Sons Of The West per alcuni anni rappresentarono il gruppo di western swing per eccellenza ad Amarillo e dintorni (specie nei seguitissimi broadcasts alla stazione radio KGNC), nell’area texana del Panhandle, semplicemente perché questa zona era stata quasi ignorata da altre formazioni più interessate alle sale da ballo con annessi casinò (e casini) di Nevada, Oklahoma, Arizona e California.

La band, fondata e guidata dal fiddler Son Lansford, un cugino di Bob Wills che aveva militato nei Texas Playboys, ebbe vita breve e travagliata, conclusasi con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale quando molti dei suoi membri vennero richiamati sotto le armi. Nonostante diversi e radicali rimaneggiamenti, tra le sue fila militarono musicisti di valore come il diciannovenne steel guitarist, ma già un veterano del genere avendo suonato con gli Hi-Flyers e i Musical Brownies di Milton Brown, Billy Briggs (celebre per aver aggiunto una settima corda al suo strumento, un’innovazione che gli permetteva più facilmente di eseguire accordi), il pianista Loren Mitchell (un notevole esponente di barrelhouse piano), i chitarristi Freddie Dean e Jess Williams, il banjoista tenore Jess Robertson, una lunga serie di violinisti ed il contrabbassista, cantante e compositore Jimmy Meek che rilevò la fascia di capitano dopo la dipartita di Lansford.

 

I Sons incisero un totale di diciotto matrici in due sedute per la Decca a San Antonio nel 1938 e tre anni dopo a Dallas per la Columbia; tra l’una e l’altra trovarono anche il tempo, senza Briggs, di entrare in studio come backing band di Bill Boyd. Nella seconda session, dal punto di vista tecnico ed organizzativo molto più curata della precedente, eseguirono quasi tutto materiale originale con pregevoli assolo di stampo prettamente jazzistico (compreso un simpatico arcaico slappin’ bass) tentando a volte di riprodurre con successo le parti fiatistiche delle big bands sui loro strumenti a corda.

Caduti nell’oblio e persi tra la polvere dei solchi dei 78 giri, i Sons Of The West vennero riscoperti e rivalutati all’inizio degli anni Ottanta allorché la Texas Rose Records, un’etichetta indipendente californiana, se ne uscì con una strepitosa antologia a loro dedicata, naturalmente mai ristampata su CD. Che io sappia Amazon USA offre una compilation anche in MP3, su supporto digitale e solo su commissione, di tutta la loro produzione (serie Country Essentials).

Articolo pubblicato su Suono n. , anno 2013


Torna indietro
Segnala la pagina
parola:
dove:

design & powered in 2005 by Nora Pezzoli | cookies policy