La Charlie Daniels Band è la band che, più di ogni altra, ha suggellato la
fusione fra le sonorità country e quelle più propriamente southern-rock e rock
blues di gruppi storici quali la Allman Brothers Band, la Marshall Tucker Band
ed i Lynyrd Skynyrd. Charles E. Daniels nasce a Wilmington, North Carolina il
28 Ottobre 1936, i primi passi discografici risalgono alla metà degli anni ’60
con i Jaguars, ma la prima vera soddisfazione arriva nel ’64, quando Elvis
Presley incide un brano co-firmato da Charlie: It Hurts Me.
Nel ’67 suona nel Nashville Skyline di Bob Dylan come session man.
Nel ’70 Charlie registra il suo primo album come solista, Charlie Daniels,
forma quindi la Charlie Daniels Band e pubblica Te John, Grease &
Wolfman. Negli anni a seguire sarà la volta di Honey In The Rock
(’72, ristampato come Uneasy Rider), Way Down Yonder (’74, ristampato
come Whiskey) e Fire On The Mountain (’74), che contiene uno dei
suoi cavalli di battaglia di sempre, The South’s Gonna Do It Again,
oltre a Long-Haired Country Boy, Caballo Diablo e Trudy.
La sua musica fonde matrici rock, country, bluegrass, blues e gospel,
caratterizzate dall’inconfondibile suono del suo fiddle e fuse in un amalgama
entusiasmante. Nello stesso anno si celebra la prima edizione della Volunteer
Jam, con Allman Brothers Band, Marshall Tucker Band ed altri amici, insieme sul
palco per jams epiche. Seguono altri albums destinati a divenire classici: Nightrider
(’75, con Texas che verrà ripresa nel soundtrack del film Urban
Cowboy, dove comparirà anche la band stessa), Saddle Tramp e High
Lonesome (’76). Midnight Wind (’77) è un disco interlocutorio, il
raro promo live dell’78 è invece più gradevole, ma è con Million Mile
Reflection (’79) che arriva il successo – anche – commerciale di The
Devil Went Down To Georgia: il brano arriva al #1 delle charts di Billboard
e Charlie vince il Grammy (corrispondente all’oscar cinematografico) come Best
Country Vocal.
La crisi degli ostaggi americani in Iran ispirerà Charlie a proseguire sul
filone stilistico di The Devil… e nasce così In America, che
viene incluso nell’album Full Moon insieme a The Legend Of Wooley
Swamp, ispirato al primissimo brano scritto da un Charlie ancora bambino
(inizio anni ’40). Nell’81 esce un nuovo volume delle Volunteer Jams, mentre Windows
(’82) contiene Still In Saigon, un brano che parla dei traumi subiti dai
reduci del Vietnam. La compilation A Decade Of Hits (’83) ha poco
significato, ma un disco con materiale inedito non arriverà prima di Me
& The Boys (’85) con M.I.A. (Missing In Action), la sigla usata
dai militari per indicare i soldati dispersi in azione (sono gli anni in cui,
sullo schermo, Rambo torna in Vietnam a recuperare i prigionieri-fantasma
americani, l’esistenza dei quali non era mai stata riconosciuta ufficialmente
dal governo USA.
C’è un calo artistico in concomitanza con Powder Keg (’87), ma già Homesick
Heroes (’88) risolleva le sorti con il brano Boogie Woogie Fiddle
Country Blues. Il seguente Simple Man (’89) arriva al #2 delle
charts grazie al messaggio sociale del title-track contro assassini, pedofili e
trafficanti di droga. L’mmancabile disco natalizio Christmas Time Down South
(’90) vede nuovamente il solo nome e cognome del leader sulla coprtina e
precede Renegade (’91), con una bella versione di Layla di Eric
Clapton, dove la chitarra elettrica solista originale è sostituita dal fiddle. America,
I Believe In You (’93) vede Charlie Daniels registrare per la Liberty e
partecipare ad un festival country a Grinderwald, Svizzera. Con The Door
(’94) Charlie registra il suo primo disco religioso, al quale faranno seguito Steel
Witness (’96) e How Sweet The Sound (doppio CD del ‘01).
Nel frattempo la sua attività extra-religiosa prosegue con pregevoli lavori
quali Same Ol’ Me (’95), il triplo box antologico The Roots Remain
The Same (’96), i dischi blues Blues Hat e quello western By The
Light Of The Moon (entrambi del ’97), Fiddle Fire (’98), la raccolta
di successi reincisi live come Charlie Daniels Band con alcuni ospiti di lusso.
A questo album fa seguito Tailgate Party (’99), un altro ‘best of’
reiciso per l’occasione, con l’aggiunta di alcuni omaggi a grandi nomi
scomparsi del southern-rock: Stevie Ray Vaughn (Pride & Joy), Toy
Caldwell della Marshall Tucker Band (Can’t You See) e Lynyrd Skynyrd (Freebird).
Road Dogs (‘00) è una conferma del sound dei nostri, The Live Record
(‘01) è un evidente best live con l’aggiunta di In Memory Of Elizabeth Reed
(Allman Brothers Band), Redneck Fiddlin’ Man (’02) è puro CDB e A
Merry Christmas To All (’02) è un secondo Christmas album per una delle
formazioni – pur con i dovuti rimpasti – più longeve e rapresentative di un
certo sound americano e che non ha mai ceduto a compromessi di immagine.