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A
Acadians

v. Cajuns
Accordion

Strumento nato dalle sperimentazioni di liutai tedeschi, austriaci e francesi, nel corso della prima metà dell’Ottocento. In organologia è classificato come ’aerofono ad ancia libera’: non è il suonatore a generare il flusso d’aria che fa vibrare le ancie, ma un mantice che incamera l’aria nel corpo dello strumento e la comprime. A volte viene chiamato button accordion (accordion a bottoni) per differenziarlo dal piano-accordion (la fisarmonica), che ha dal lato del canto una tastiera cromatica simile a quella di un pianoforte. Le tastiere – che sono due, una per il canto (o melodica) ed una per i bassi – comandano un ’sistema a doppia intonazione’ o ’bitonale’. Le ancie, generalmente quattro, suonano due in espansione e due in compressione: con un solo tasto si possono realizzare due note. Le due ance di ogni nota non venivano accordate all’unisono, ma leggermente sfalsate, dando luogo a quei battimenti che rendono il suono dello strumento molto suggestivo. La struttura dello strumento è costituita da due corpi in legno collegati tra di loro da un mantice, realizzato generalmente in cartone. Ogni corpo, detto cassa o scatola, contiene ancie, meccaniche e tastiere. La cassa di sinistra è quella dei bassi, ed ha i tasti che permettono di realizzare gli accordi – spesso due soli tasti, per gli accordi di tonica e di dominante relativi alla scala diatonica della tastiera melodica. La cassa di destra è quella del canto (o melodica) e comprende una tastiera diatonica di dieci tasti bitonali disposti in linea. Ne esistono versioni più complesse, che hanno due (double-row) o tre (triple-row) file di bottoni melodici. Completano lo strumento quattro registri cambiavoce, realizzati con quattro grossi pomelli disposti superiormente, sulla scatola del canto. E’ diventato uno strumento caratterizzante sia della musica cajun che di quella tex-mex sin dalla sua introduzione in Texas e Louisiana (1880 circa).
Aerofoni

Strumenti musicali nei quali il suono è prodotto dalla vibrazione dell'aria indotta dall'esterno (con il fiato del suonatore, con un mantice, etc.).
Alabados

Canti religiosi solo vocali della tradizione spagnola, portati in America dai colonizzatori.
Ancia

Dispositivo presente in alcuni aerofoni, ed in particolare in alcuni strumenti a fiato, consistente in una o due lamine elastiche, di canna (la più usata è l'arundo donax) o di metallo. Può essere applicata direttamente all'imboccatura del tubo o più internamente e può essere semplice (e in questo caso di due tipi: a battente o libera) o doppia. In quest'ultima, utilizzata ad esempio nell'oboe e nei fagotti, l'effetto della vibrazione delle due linguette è simile alla vibrazione delle labbra di un suonatore di strumenti a bocchino (tromba, trombone). L'ancia semplice libera è quella utilizzata nella fisarmonica, nell'armonium, nell'armonica a bocca (a volte in alcune canne dell'organo).
Appalachi

Catena di colline, più che di montagne, che si sviluppa negli Stati Uniti Orientali da Nord a Sud, esattamente dallo Stato del Maine (ai confini con il Canada) fino alla Georgia.
Armonium

Strumento aerofono ad ance libere e tastiera, munito di un serbatoio d'aria che viene alimentato da mantici azionati da pedali, definito spesso – erroneamente – organo ad ance. Brevettato a Parigi nel 1848, è rimasto popolare per circa un secolo sia come strumento da salotto che come strumento da chiesa, in sostituzione dell'organo. Nella sua forma più perfezionata, aveva due registri di espressione ed una serie di meccanismi azionati dalle ginocchia. I pedali comandano un mantice; l'aria, convogliata opportunamente, fa vibrare le ance. A seconda della rapidità con cui lo strumentista spinge sui pedali, le ance vibrano con maggiore o minore forza. La tastiera è divisa in due metà indipendenti ma complementari: una per i suoni gravi ed una per quelli acuti.
Arpa celtica

Lo strumento principale della musica irlandese e simbolo dell'Irlanda. Fino all'inizio del Novecento lo strumento era diatonico, ad accordatura fissa; in seguito sono state introdotte delle meccaniche che consentono di alterare l'accordatura di ogni singola corda di un semitono. L'arpa era lo strumento dei bardi, e le prime documentazioni risalgono all'VIII secolo. In epoca più recente, lo strumento è strettamente legato al nome di Turlough O'Carolan, arpista cieco del Settecento, dalla vena compositiva e dal talento melodico ineguagliato.
Autoharp

Strumento derivato dallo zither austriaco, presenta un numero di corde dell'ordine di circa quaranta percorse trasversalmente da barre, ad ognuna delle quali corrisponde un accordo. Tenendo premuta contro le corde una barra, corrispondente ad un certo accordo, e suonando tutte le corde insieme, i feltri posti sotto la barra bloccano la vibrazione di una parte delle corde consentendo solo alle corde relative alle note dell'accordo di risuonare. L'inventore dell'autoharp è stato considerato a lungo Charles F. Zimmermann, un immigrante tedesco che nel 1881 cominciò la produzione dello strumento. Ricerche più recenti sembrano dimostrare che l'inventore dell'autoharp è stato un liutaio tedesco, tale Christian (o Karl) Gutter. Gran parte del merito della diffusione dell'autoharp va attribuito alla Carter Family.
 

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