Common Thread: The Songs Of The Eagles
Artista : A.A.V.V.  
Label: Giant 74321-166772
Anno: 1994

Stile:
Country Rock
di Paolo Ercoli
Molto belle le prime due canzoni "Just Cali Me Lonesome" e "Don't Say Goodbye", e bellissima la lenta "Easier Saied Than Done"

Gli Eagles, una band mito, impossibile dimenticarli. Molti di voi, come me, saranno cresciuti con la loro musica. Hanno mosso i primi passi da sconosciuti girando nei vari locali insieme a Linda Ronstadt, approdando al primo disco nel 1972 con l'omonimo Eagles, proponendosi subito come country- rock band, con Bernie Leadon a chitarra, banjo e dobro, Randy Meisner, proveniente dai Poco, al basso, Glenn Frey e Don Henley, due delle più grandi voci ancora oggi in circolazione, geni compositivi, autori della stragrande maggioranza delle canzoni e menti del gruppo, che più di altri hanno contribuito, dal '75 in poi con l'album One Of These Nights, alla trasformazione del loro originale sound, spostandosi verso produzioni più commerciali e easy listening, come era d'altronde logico supporre, dato che erano ormai divenuti un fenomeno troppo grande.


Ed ecco che ad evocarceli arriva questo CD tributo, che può essere una piacevole duplice sorpresa anche per i meno curiosi. Primo perché si ha la possibilità di ascoltare le loro canzoni in una differente interpretazione, e secondo perché a presentarcele sono alcuni beniamini: Travis Tritt, Clint Black, Alan Jack­son, Suzy Bogguss, Vince Gill, Diamond Rio, Trisha Yearwood, ecc.

Bisogna comunque ricordare che, alla resa dei conti e senza meravigliarsi, gli allievi non superano i maestri, fermo restando che queste formidabili canzoni sono ben suonate, come la versione di Take It Easy di Travis Tritt, e soprattutto la stupenda Desperado di Clint Black.


Ma tutte sono degne di nota, come Peacefull Easy Feeling dei Little Texas o Tequila Sunrise di Alan Jackson. Indovinata la scelta di affidare Take It To The Limit ad una donna, Suzy Bogguss, cantata nella versione originale da Randy Meisner, dotato di una particolare voce acuta.

Qualche lievissima perplessità solo per Heartache Tonight di John Anderson il quale, supportato da una ottima band. con la sua voce un po' troppo gelatinosa fa perdere mordente al pezzo. In questa occasione avremmo magari preferito sentire Travis Tritt, forse un pochino più portato di lui per questo tipo di interpretazioni.

Il nostro Vince Gill ci addolcisce con I Can't Tell You Why, supportato da Timothy B. Schmit, il cantante della versione originale, inserendo un intervento di sax nel mezzo della canzone, là dove originariamente stava così bene l'assolo di chitarra, ma non facciamo fatica ugualmente ad accettare questa soluzione, così come in The Sad Cafe nella versione di Lorrie Morgan, dove nel finale della canzone ci troviamo una dolce chitarra che ci priva di quel meraviglioso sax che ci regalava David Sanborn in originale.


Altre bellissime canzoni vi aspettano su questo CD, tra le altre Saturday Night e Lyin' Eyes, se avrete il buon senso e gusto di farlo vostro, se non fosse altro che parte dei proventi di questa collezione serviranno per aiutare il Walden Woods Project, fondazione nata nel '90 per salvaguardare una grossa area forestale americana.

Musica da non dimenticare. Nostalgicamente consigliata.


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