LARRY STEPHENSON, "Wash My Blues A way", W«bco CD-0144
Mentre mi accingo a
buttar giù elogi per la seconda produzione discografica ufficiale dei
Traditional Grass (hanno inciso anche un paio di nastri auto-prodotti negli
anni '80), con qualche mese di ritardo rispetto alla sua data d'uscita, scopro
che i negozi - calmi, non quelli italiani... - stanno già ricevendo la loro,
del tutto inattesa terza fatica, 10th Anniversary Collection.
So per certo che parecchi
di voi hanno notevolmente apprezzato il primo Howdy Neighbor Howdy,
favorevolmente recensito dal Ferretti tempo fa, un disco che ci ha fatto
gustare ancora una volta il forte sapore del buon bluegrass tradizionale.
L'anno che ci siamo
lasciati alle spalle ha visto un notevole incremento della loro attività
festivaliera, confermando la band come una delle realtà più interessanti
dell'attuale panorama bluegrass americano.
Instancabili, i cinque dell'Ohio
sono riusciti anche a trovare il tempo per incidere 14 nuovi pezzi da inserire
in una raccolta gospel intitolata, per l'appunto, I Believe In The Old Time
Way.
Questo potevamo aspettarcelo,
l'impostazione canora di Marie Rader, Joe Mullins, Paul Mullins e Jerald Evans
lasciava intendere che presto avremmo ascoltato qualcosa di gospel, un genere
che poteva mettere ancora più in evidenza le notevoli doti dei vocalist della band.
Con piacere accogliamo anche la bella copertina, una foto scattata intorno al
1940, che ritrae un gruppo di credenti durante il sacro momento del battesimo
nelle acque di un fiume nei pressi di una piccola comunità rurale del
Tennessee; una foto che fa perdonare il cattivo gusto della copertina del
precedente disco.
Dal punto di vista
strumentale, nessuna rilevante nota di modifica va comunicata rispetto a Howdy...,
il banjo di Joe Mullins èsolido, granitico e incisivo come al solito,
lo stesso si può dire del mandolinista e del contrabassista, non eccelsi ma
sicuramente funzionali quanto basta; Mark Rader come chitarrista qui si fa
notare di più, grazie anche al buon fìnger picking di A Gospel Light, il
violino dell'anziano e leader Paul Mullins rimane spesso alquanto approssimativo,
unica vera nota dolente della formazione. Ma sono le voci che catalizzano l'attenzione
dell'ascoltatore: precise, calde e ben amalgamate in armonia.
Merito di Mark Rader, superbo
nel lead, e Joe Mullins, sempre assolutamente perfetto nel tenor. Credetemi, èuna delizia ascoltare i duet vocals proposti dalla coppia, in particolare
quello di You'll Be Rewarded Over There dei Louvins, di cui ne ricordo una
gran bella versione del compianto Joe Val.
Ma anche in Give Me
Your Hand e in Take Up The Cross i due riescono quasi ad abbagliare,
avvicinandosi fortemente al livello dei più grandi 'duet brothers'.
Non ascolterete gospel a
cappella e in quartetto si presentano solo in un paio di occasioni, tuttavia la
formazione riesce ad offrire un disco gospel di elevato livello, una raccolta
che si fa ascoltare con attenta partecipazione.
Se seguite il bluegrass
tradizionale non evitate questo disco, se suonate bluegrass tradizionale comprate
questo disco: è una sana lezione di come deve essere ii suono di una band di
tradìtional bluegrass, anzi, di traditional grass. Nel mio prossimo ordine
d'acquisto ho già scritto 10th Anniversary Collection...lo avevate già
sospettato, vero?