Golden Horn
Artista : Bluegrass Stuff  
Label: Mando MDR-2
Anno: 1995

Stili:
Bluegrass Tradizionale
Bluegrass Moderno
di Martino Coppo
BLUEGRASS MUSIC MADE IN ITALY

Esordio su CD per questa veterana band milanese che si piazza a pieno diritto tra i pionieri del bluegrass italiano degli anni '70 e '80 e che torna alla formazione quasi originale dopo alcuni avvicendamenti nell'organico.

Il sound della band, fondamentalmente tradizionale ma aperto anche ad influenze più progressive e con frequenti escursioni nel gospel, è tuttavia rimasto praticamente inalterato rispetto agli inizi ed è ben rappresentato in questo progetto. Chi di voi infatti era presente all'ormai mitico Ponderosa Ranch nel maggio 1982, ascoltando questo album si renderà conto che i Bluegrass Stuff hanno mantenuto da allora l'impronta originaria, passando indenni attraverso tutti questi anni ed alternarsi di musicisti.

Tra i brani proposti troviamo, accanto a numerosi classici (I Wish You Knew, Kentucky Waltz,  Lost And I'll Never Find The Way, I've Lost You, Good Woman's Love) alcuni gospel che rappresentano una sorta di marchio di fabbrica per i BS (Talk It All Over With Him, Hallelujah I'm Ready), brani di bluegrass contemporaneo (I Know A Good Thing, Home Sweet Home Revisited), cover di brani d'autore (Don't  Think Twice It's Alright, Golden Horn) e un paio di strumentali composti da Massimo Gatti il quale, ritornato nella band di recente, si conferma mandolinista e compositore in equilibrio tra il Monroe style (Griselda Stomp dedicato alla prima figlia è uno dei miei brani preferiti) e le atmosfere più progressive di Kick Off.


Ben eseguita la title track Golden Horn, scritta dal songwriter cecoslovacco Peter Vacek (trapiantatosi in quel di Nashville alcuni anni fa in cerca di fortuna); piacevoli in maniera particolare mi sono sembrate Kentucky Waltz, interpretata da Dario Caremoli (tornato alla chitarra dopo la parentesi al mandolino), e Don't Think Twice di Bob Dylan, cantata dal lead vocalist e dobro-man Pino Perri. Il banjo di J.Dino Barbe - il quale, correggetemi se sbaglio, è l'unico membro originale sempre rimasto nella band sin dall'inizio - è in evidenza sugli strumentali nonché sui due gospel finali, dove si ha anche modo di constatare la particolare attenzione alle armonie vocali da parte del 'quartet'. Il tutto viene infine amalgamato e sorretto ritmicamente dal contrabbasso di Sandro Dandria, musicista di estrazione classica con un invidiabile curriculum anche in altri generi, di recente subentrato nel ruolo per molto tempo ricoperto dall'UFO Piemontese Andrea Tognoli (prima...) e Francesco Cecchetti (poi...).

Una menzione a parte meritano anche le belle foto e la grafica di copertina, semplici ma di sicuro effetto.

Insomma, un lavoro che rappresenta tanto un prestigioso traguardo quanto un nuovo punto di partenza per i new-old Bluegrass Stuff!


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