II genere precisato in
testatina va stretto a questo trio di Ithaca, NY, perché anche blues, folk e
musica irlandese sono ben presenti nelle canzoni raccolte. Jeannie, Annie e
Marie, giunte al quarto disco per la Philo, non confermano in modo netto, a
nostro avviso, quei segnali di qualità che erano emersi dal precedente Tradition-Holiday
Songs e da In This World, album che avevano visto prevalere
un'ispirazione folk genuina e scevra da compromessi. Il nuovo prodotto, pur
confermando padronanza di mezzi canori e buon gusto, melodie comunque gradevoli
e impeccabili impasti strumentali, si rivela appiattito e di più facile ascolto.
L'omogeneizzazione del
suono è probabilmente il tentativo di proporsi a un pubblico vasto, passando
per le stazioni radio e di ottenere risultati gratificanti. Compositrici dei
singoli brani nei quali si alternano come lead vocal, le Burns Sisters non sfuggono
alle strettoie dello standard, proponendo, per lo più, canzonette di
trascurabile spessore, con pericolose discese nell'ovvietà e nel banale. Non
tutto è così tristemente centrifugato in Out Of The Blue, qualcosa si
salva.
Never Be Mine di Jimmy La Fave, con il
folksinger texano al canto, una ballad di buona personalità, la mistica e
caliginosa The Prayer Of St. Francis, la torpida e sudista I Love You
Anyway rialzano un poco le azioni di un disco molto uguale a sé stesso.
Folk all'acqua di rose, country
rimasticato, spruzzi di cajun, blues senza voli. Emmylou Harris allora diventa
un modello irraggiungibile, anche se si possiedono voci terse e cristalline,
ben intersecate le une con le altre. Se le idee sono modeste e la produzione
sonnecchia, non si decolla. Interpreti dotate, vocalist di indubbia classe, le
tre sorelle meglio farebbero rivolgendosi al ricco campionario di cover, come,
con buoni risultati, hanno fatto illustri colleghe.