Peter
Rowan mi lascia spesso perplesso: per quanto uno possa dare per scontato il suo
eclettismo sfrenato, aperto a mille diverse possibilità di esplorazione
musicale, la sorpresa è sempre alla porta ad ogni uscita discografica. Questo All
On A Rising Day è pieno di sorprese, e le prime sono piacevoli: i
personaggi che ne creano il suono sono i signori Alan O’Bryant (banjo e voce),
Sam Bush (mandolino e voce), Jerry Douglas (dobro e voce), Stuart Duncan
(fiddle), Roy Huskey (basso), più Alison Krauss, Edgar Meyer e tale Larry
Atamaniuk come ospiti a voce, contrabbasso con arco e batteria rispettivamente.
Credo che
ciò dica tutto su suono, originalità e inventiva, e soprattutto arrangiamenti.
La partenza, in effetti, è decisamente ‘in tromba’, con tre pezzi di vario
sapore bluegrass ricchi di grinta e di intensità (Midnight Highway, Last
Train e Howlin’ At The Moon). Sul quarto pezzo, Mr. Time Clock,
ci si diverte (se si capisce il testo) ma niente più, mentre su Behind These
Prison Walls Of Love ci rendiamo conto che i signori Rowan, O’Bryant e
(credo) Douglas riuscirebbero ad armonizzare anche la nota spese del meccanico
e a farci venire i brividi cantando l’elenco telefonico.
La prim
grossa perplessità ce la offre la monotonia di Deal With The Devil,
seguita a ruota dallo sciapo duetto con Alison Krauss su Undying Love.
Ci si tira un po’ su (ma non da eccitazione) con The Wheel Of Fortune e
sulla title-track, per poi ripiombare nel nero più nero con l’assurdità stile
‘Sting-calypso’ di Freedom Walkabout, sulla orientaleggiante Prayer
Of The Homeless Wanderer e sulla (finalmente) conclusiva e menosetta John
O’Dreams. A questo punto avrete capito che, a mio parere, la cosa migliore
da fare è trovare un amico patito della pur sempre affascinante voce di Peter
Rowan e registrare da lui i pezzi 1-5 e 8-9: con una C-45 ve la cavate…
Ma
cribbio, che spreco di tecnica e classe, per simili promesse non mantenute!