THE OLD JOE CLARKS: "Metal shed blues" (Checkered PastcPR 014)
Finalmente l'atteso
seguito di Town Of Ten che aveva rivelato una delle folk-bands acustiche
più interessanti di questo fine millennio. The Old Joe Clarks sono una
formazione dedita ad un folk urbano permeato da un old-time sound dalle
gradevoli venature rootsy e country. La mente del gruppo è Mike Coykendall,
autore di tutti i brani dell'album, vocalist e pluristrumentista proveniente da
Norwick, Kansas. Si è trasferito a San Francisco con la moglie Jill McClelland,
basso, clarinetto e melodica, dove hanno unito i loro destini ad un musicista
locale, Kurt Stevenson, chitarre, formando gli Old Joe Clarks.
Le forti reminiscenze dei
grandi folksinger del passato permangono, rese più dense e crepuscolari
dall'uso del pump-organ in sottofondo.
Metal Shed Blues conserva tutte le qualità e la
freschezza dell'album d'esordio le cui atmosfere, ricorderete, richiamavano
quelle di un vecchio disco Folkways o di alcuni songwriters degli anni '70,
epigoni dei grandi padri come Guthrie, Seeger, sino ad arrivare a Dylan ed ai
post-dylaniani, con toni di un classico e crepuscolare revivalismo.
La dylaniana e nasale
voce di Mike Coykendall, non meno delle ballads di Metal..., sono
arricchite, sempre in una essenziale dimensione semi-acustica, dalla presenza
di nuovi membri nel gruppo: Mark Orton, chitarre, Rob Burger, tastiere, e Pat
Campbell, percussioni, che rendono più concreto e vario il languido e sognante
string-sounds dei OJC. Il gruppo brilla sempre per i toni delicati e pacati
degli arrangiamenti, che sembrano voler non alterare la purezza delle songs di
Mike. Prevalgono le sonorità nostalgiche, elegiache, spesso autunnali, che ci
hanno fatto amare il primo CD. Melodie semplici, di una fluttuante linearità,
che sembrano costruite per evocare 'nostalgie folk acustiche' di tempi sempre
più lontani.