Ci troviamo di fronte al
primo album di Laurie Lewis in quattro anni, se si esclude la bella raccolta di
suoi brani Earth & Sky: The Songs Of Laurie Lewis edito proprio per
coprire il vuoto della sua lunga inattività causata da un incidente stradale in
cui ha rischiato di perdere la vita.
Nonostante la sua copiosa
produzione in passato non l'abbia mai posta in una posizione di primo piano
come altre più giovani colleghe, Laurie è una musicista talentuosa e di gran
classe in grado di recitare i ruoli di cantante, autrice, musicista e
produttrice.
Seeing Things, oltre ad alcune ballads che
ricordano le sue recenti sventure, lascia trasparire i multiformi talenti di
questo personaggio. Accompagnata da figure di primo piano della scena acustica
west-coastiana: Rob Ickes, Mike Marshall e Sally VanMeter, chitarre, Todd
Phillips, basso acustico, Billy Lee Lewis, batteria, Darol Anger, violino,
Bradley Jay Williams, accordion, e dalle voci del compagno Tom Rozum, presente
anche come mandolinista, e di Katie Kallick, la Lewis, violino e chitarra,
realizza uno dei più sentiti e riusciti progetti di musica acustica in una
coinvolgente dimensione cantautorale.
Laurie, autrice di ben
otto degli undici brani di Seeing Things, lascia esterrefatti per lo
spessore del suo songwriting e la qualità dei testi che spesso travalicano i
confini di country e bluegrass per la realtà di contemporanea songwriter. Le
sue ballads, stilisticamente perfette e dalle gradevoli sonorità roots,
esaltate dallo string sound acustico, lasciano il segno.
Emergono preziosi impasti
tra violino e resophonic guitars, accordion, chitarre, mandola: BlueDays
Sleepless Nights, The Refugee, Visualize, Kiss Me Before I Die e I'll
Take Back My Heart, in una sequenza che non è facile ripetere, la bella e
luminosa voce della Lewis fa il resto, emozione dopo emozione.