BROTHER AL STRICKLIN NOW: "Wanted alive" (Edsel ED
559)(western swing)
L'ultimo album risale al
'92, It's About Time registrato per la Oh Boy, il primo artista che ha
firmato per la label di John Prine e che ha contraccambiato tale onore con un
disco di inusuale valore e bellezza. Memphis ha una lunga storia ed è da sempre
casa dei migliori cantanti ed interpreti. Keith Sykes si inserisce perfettamente
in questa grande tradizione anche con il nuovo album, registrato ancora una
volta in questa città dove risiede.
Alle origini cantautore
dylaniano, Keith ha esordito 18enne nelle coffehouses di N.Y. interpretando il
vasto repertorio della sua musa ispiratrice. Lo notano i dirigenti della
Vanguard, siamo agli inizi degli anni '70, ed ha modo di esordire giovanissimo.
Dopo un altro LP per
questa label, Keith firmerà altri cinque albums passando, con scarsa fortuna,
da RCA ad MCA, dove grazie alla protezione di Jimmi Buffett, otterrà il suo
ultimo contratto con una majors.
Non ottenendo
riconoscimenti come interprete, Sykes diventerà chitarrista e side-man di
Buffett per un lungo periodo scrivendo canzoni per e con autori del calibro
dello stesso Jimmi, Rodney Crowell, Rosanne Cash, Russell Smith, John Prine,
Jerry Jeff Walker, le Judds, Patti Loveless, tanto per citare i più celebri nel
nostro paese. Le biografie ufficiali non menzionano un bel disco rock
autoprodotto per una piccola label di Memphis che copre un lungo vuoto dagli
appuntamenti discografici durante gli anni ottanta.
Se It's About Time
ci riproponeva intatto un autore di grande spessore nella miglior tradizione
americana e ci permetteva di riscoprire un interprete intelligente e sensibile,
bravo nel far rendere al massimo le sue songs che sapevano tingersi di rock, di
country, di folk, di folk-rock, con qualche ballads di grande impatto emotivo,
il nuovo album è puro 'Memphis-rock'. Circondato da alcuni dei più quotati
esponenti della scena rock locale - Rusty McFarland, basso, Earl Randle e Greg
Redding, tastiere, Greg Morrow, batteria, - Keith Sykes riesce a stupire ancora
per la forza del suo songwriting in chiave rock & roll, per le
straordinarie doti temperamentali, per il vigoroso e, nel contempo, elegante
approccio verso pure sonorità rock venate di blues e roots-music.
Dotato di una voce molto
calda, potente, personale ed espressiva, Keith si conferma chitarrista e
musicista dalle molteplici qualità, bandleader (non solo nella Coral Refer
Band) e rocker di prima grandezza. Aver abbandonato una dimensione più
cantautorale, con un songwriting che spaziava tra i generi più diversi, non
preclude a Keith Sykes le possibilità per realizzare un'opera robusta ed omogenea
in chiave rock, costellata da qualche ballad dallo spessore pari alla bellezza.
Il ritmo di Memphis
sembra scorrere in ogni brano e, dall'inizio alla fine, non perde un colpo:
dalla pulsante e immortale title track in apertura, scritta con il bravo Danny
Flower, sino a Fireplace (attenzione in chiusura, c'è un'acustica
traccia fantasma), brano Claptoniano e bluesy sempre scritto con Flowers. Nel
mezzo Keith e la sua Memphis band impazzano con I Know An Angel, ballad
di scintillante bellezza con uno splendido Sykes alle chitarre e un bel lavoro
in sottofondo dell'Hammond, Flying Low, grande guitar-rock che sembra
proprio andare da Nashville al Mississippi Down To Natchez Trail in
cerca del blues, brano già sentito nell'ultimo album di Jimmy Thackery in una
versione meno sapida e scevra di sfumature.
Si prosegue con The
Whole 9 Yards, honky-tonk rock ballad di gran presa, One World,
raga-rock, e Give Me All Your Love, entrambi brani con echi '60/70S.
Baby Please (All The
Shrimp In New Orleans) è southern-blues con il co-autore Danny Flowers alla slide, mentre Hard
Enough sembra uscita dalla penna del miglior J. J. Cale, la chitarra non si
dimentica.
Le sorprese non sono
finite: One Up One Down, rock-ballad 'Made in Memphis' da brivido, Those
Were The Days, già sentita nell'ultimo Jerry Jeff Walker, un altro tributo
al grande honky-tonk sound dei suoi eroi di un tempo, il guitar-rock di Better
Than An Husband, e I Want You I Need You I Love You, dal repertorio
di Elvis, unico brano non originale dell'album.
Se amate Memphis ed il
suo rock, scoprite uno dei suoi 'eroi meno cantati': personaggi come Keith
Sykes dicono poco all'ascoltatore superficiale, ma sono fonte di continue
sorprese a chi è attento all'autentico pulsare del rock il cui battito, come quello
del cuore, non è sempre uguale e cambia a seconda delle emozioni.