NORMAN BLAKE & TONY RICE, “Bloke And Rice 2, Rounder CD-0266
L’adrenalina
comincia a circolare vertiginosamente, le gambe iniziano a muoversi
indipendentemente dalla vostra volontà, aumenta anche il battito cardiaco e,
inspiegabilmente, il morale va alle stelle. Non è l’effetto dell’ultimo
miracoloso prodotto farmaceutico antidepressivo, ma solo alcune delle
conseguenze dell’ascolto di Tempted, il secondo disco country di Marty
Stuart.
Apre il
CD una vivace e trascinante I’m Blue, I’m Lonesome di Bill Monroe. Paint
The Town Tonight è un classico brano country up’tempo con in evidenza la
favolosa pedal-steel di Paul Franklin. La lenta TiI I Found You sembra
uscita da Bring The Family di John Hiatt, uno dei migliori dischi rock
degli ultimi anni. Tempted ricorda gli Everly Brothers degli anni ‘70.
Di Blue
Train è sufficiente ascoltare i primi 15 secondi per realizzare che si
tratta di un doveroso tributo di Marty per zio Cash. Little Things è
rock’n’roll: vi stupirete, leggendo le note del disco, che il coro non è quello
dei Jordanaires, che al pianoforte non c’è Jerry Lee Lewis e il batterista non
è Charlie Watts.
Ancora
country con Half A Heart, pimpante, fresca, trascinante, grazie soprattutto
alle chitarre di Paul Franklin e del produttore Richard Bennett. I Want A
Woman è un country-rock reso particolare dalla lento introduzione, poi
ripetuta sui finale.
Per
concludere Burn Me Down e Get Back The Country, quest’ultima di
Neil Young, con una sezione ritmica sputafuoco, vanno a chiudere un disco
cantato, suonato, registrato e prodotto come Dio comanda. Direi perfetto
addirittura. Tempted di Marty Stuart è il disco country dell’anno (forse
è un po’ presto per dirlo, ma deve succedere un miracolo perché io passa
cambiare idea).