SAM BUSH: "Howlin' at thè moon" (Sugar HÌII SH 3876)
Le sue songs sono
impregnate di una non usuale grazia narrativa, di una visionaria chiarezza, che
ne esaltano anche la dimensione musicale, ispirata ai sixties, ponte naturale
tra l'interprete folk e quello country in una dimensione tutta sudista. Le undici
songs di Visions Of Plenty, registrate ancora per una piccola label di
Nashville, la Compass (Demon per l'Europa), sono altrettante storie di
personaggi e caratteri tipicamente southern, dove traspare l'identità politica,
religiosa, culturale e sociale di una realtà dove le tradizioni sono peculiari
quanto radicate. Come in Song Of The Levee ('95) e nel superbo Moonpie
Dreams ('96), questa cantautrice del Mississippi ci offre un'altra manciata
di ritratti e paesaggi su cui la letteratura americana si è soffermata ancor
più dei musicisti.
Attraverso ogni brano,
questa songwriter bianca colta e dalla rara capacità letteraria, una situazione
di quel 'mondo a parte' che è il South degli States, si conferma una delle voci
più originali e sensibili dell'attuale scena cantautorale USA.
Prodotta ancora
dall'ottimo Johnny Pierce, che ha un ruolo fondamentale anche in veste di
multistrumentista, arrangiatore e co-autore delle musiche, Kate Campbell dà
voce a queste storie mettendole a fuoco, con grazia e vibrante lirismo. La
dimensione voce e chitarra è sempre più lontana, prevalgono ricercati
arrangiamenti che spaziano dal folk al gospel, dal country al blues, situazioni
sempre più complesse e musicalmente ricercate rispetto ai precedenti lavori. I
musicisti sono gli stessi del precedente album, con Bo Ramsey ad affiancare il
citato Pierce, alle chitarre, oltre a ospiti come Emmylou Harris (voce nella
title track e in Crazy In Alabama), e l'emergente Kevin Gordon,
(chitarra e voce in Sing Me Out in chiusura). Notevole pagina di
variegato folk-rock d'autore.