Nessun dubbio: che Bob
Dylan sia un profeta, credo, siamo tutti d'accordo. Così come sul fatto che
alcune sue canzoni (a distanza di anni) suonino ancora oggi poetiche, efficaci
e drammaticamente attuali. Ce ne fornisce un esempio mirabile l'ottimo Buddy
Miller, musicista cult della scena roots rock americana, con una cover della classica
With God On Our Side proposta in versione epica (ma decisamente
suggestiva) all'interno di un progetto profondamente religioso come Universal
United House Of Prayer. Miller arrangia il brano quasi fosse un pezzo di SlowTrain (il disco 'cristiano' di Dylan); e ne scandisce (per una migliore
comprensione) le durissime liriche che denunciano violenze, guerre o
addirittura genocidi compiuti dal civilizzato mondo occidentale "nel nome
del Signore".
WithGod On Our Side è uno dei
momenti migliori di un album bello, vario e interessante che mostra il lato
spirituale di Miller ma anche la sua coscienza sociale, nonché l'amaro e triste
sentimento collettivo per i tempi cupi che stiamo vivendo. Gli altri dieci
pezzi del disco sono altrettanto ispirati e coinvolgenti. Miller è bravissimo
nel proporre una miscela musicale, sorta di quintessenza delle radici
americane, in cui country, blues e roots rock si fondono in modo naturale, ed
esteticamente elegantissimo, con il gospel.
Che si tratti di canzoni
a sua firma (in collaborazione con la deliziosa moglie Julie e con altri
songwriter alternativi come Jim Lauderdale e Victoria Williams) o di cover di
Mark Heard (l'iniziale Worry Too Much), Bob Dylan o Louvin Brothers (la
fantastica There's A Higher Power, Miller dimostra ancora una volta di
essere un autentico 'professore' nella manipolazione di materiale roots. Nota
di merito finale per le formidabili voci delle sorelle McCrary, figlie del
Reverendo Sam, dei Fairfield Four.