Ashgrove
Artista : Dave Alvin  
Label: Yep Roc 2075
Anno: 2004

Stili:
Singer Songwriter
Roots Rock
di Matteo Strukul
Dave Alvin

Dopo King Of California, Blackjack David e Public Domain, Dave Alvin torna a suoni più elettrici rispolverando la sua chitarra elettrica, quella che infiammava la musica della sua band, i Blasters. Naturalmente rispetto ad allora c'è un suono meno selvaggio e più attentamente meditato e così, dopo la trilogia dedicata alla musica delle radici e della tradizione americana, Alvin si rivela un autore rock meno viscerale ma più completo e vario. Tornano quindi gli assoli crudi di chitarra e torna il blues ad ammantare un rock duro e spartano, fatto senza compromessi, con il valore aggiunto di tutto quello che Dave ha portato a casa dopo le ultime esperienze discografiche. Lo si sente nel cantato, a tratti introspettivo, altre volte più secco e ficcante e nelle atmosfere che alternano una grinta asciutta e affilata con la calma pastorale di lunghe ballate dai tratti epici. Emblematiche, sotto quest'ultimo profilo, Rio Grande ed Everett Ruess, legate a doppio filo al country, e che rimandano almeno in parte al folk-rock di Mark Knopfler.

C'è comunque spazio per un rock a tutto campo, con quella Stratocaster scrostata a ruggire rabbiosa in Ashgrove o con i fendenti di una slide che serpeggia in un pezzo come Sinful Daughter, caratterizzato da un incedere pigro ma incombente anche grazie alla voce grave di Alvin.

Disco completo e che gode di notevole solidità compositiva, Ashgrove è così segnato da uno stile chitarristico, mai banale, teso a cogliere l'essenza, il cuore della melodia, senza per questo rinunciare ad una lucida attenzione ai dettagli.


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