Crazy: The Demo Sessions
Artista : Willie Nelson  
Label: Sugar Hill CD 1073
Anno: 2003

Stili:
Traditional Country
Nashville Sound
di Dino Della Casa
CHUCK PYLE

Willie non è uno che abbia bisogno di essere presentato ai nostri lettori e nonostante i suoi settanta anni suonati, sta attraversando l’ennesima primavera artistica nella sua carriera ultra quarantennale. Questo album non è sicuramente stato concepito per coloro che non possiedono niente della sua sterminata discografia, ma piuttosto per coloro che comprerebbero anche la registrazione di Willie che recita le pagine gialle di Austin, semprechè in sottofondo ci sia l’arpeggio eseguito su 'Trigger', la fida e consumata chitarra acustica con corde di budello dalla quale Willie non si separa mai. Detto questo siamo sicuri che chi proseguirà nella lettura di questa recensione appartiene necessariamente alla seconda categoria.

Trattandosi della rimasterizzazione di brani dimostrativi (i famosi demo-tapes) con la succulenta aggiunta di un paio di brani, What Do You Think Of Her Now? e I’m Still Here, assolutamente inediti almeno fino ad oggi, risulta evidente che la forma estetica delle canzoni non ricalca certo l’arrangiamento che ha poi caratterizzato la versione definitiva, ma lo stesso Willie è sempre stato molto fiero dei suoi demos ed ha ripetutamente sostenuto che essi erano spesso migliori delle versioni definitive registrate da altri artisti.


Quindici brani più o meno famosi pescati dalla produzione dei primi anni ’60 di un Willie ancora imberbe, ma già padrone di uno stile compositivo ed interpretativo indiscutibilmente personale e caratteristico. Va ricordato che Willie, all’inizio della sua carriera artistica, era più conosciuto come compositore che come interprete, tanto è vero che le prime versioni di molte sue canzoni furono portate al successo da altri interpreti. Crazy fu un successo per Patsy Cline, Three Days portò molta fortuna a Faron Young e Undo The Right è altrettanto legata al nome di Johnny Bush. Questi tre grandi successi, poi reincisi in seguito dallo stesso Willie, sono contenuti nell’album in questione, per lo più arrangiati per sola voce e chitarra acustica (ma non è davvero poco, visto che canta/suona), ma alcuni altri brani godono di un trattamento con un vero e proprio arrangiamento, con tanto di pedal steel guitar (Jimmy Day) e voce corista (Hank Cochran).

Chi ha imparato da tempo ad amare Willie può accostarsi tranquillamente a questo vero e proprio reperto storico, chi invece gli si sta accostando in questi tempi, troverà più appetibili altri dischi, quali Red Headed Stranger, Willie & Family Live Shotgun Willie, Across The Border o i suoi lavori più recenti.


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