Willie non è uno che abbia bisogno di essere
presentato ai nostri lettori e nonostante i suoi settanta anni suonati, sta
attraversando l’ennesima primavera artistica nella sua carriera ultra
quarantennale. Questo album non è sicuramente stato concepito per coloro che
non possiedono niente della sua sterminata discografia, ma piuttosto per coloro
che comprerebbero anche la registrazione di Willie che recita le pagine gialle
di Austin, semprechè in sottofondo ci sia l’arpeggio eseguito su 'Trigger', la
fida e consumata chitarra acustica con corde di budello dalla quale Willie non si
separa mai. Detto questo siamo sicuri che chi proseguirà nella lettura di
questa recensione appartiene necessariamente alla seconda categoria.
Trattandosi della rimasterizzazione di brani
dimostrativi (i famosi demo-tapes) con la succulenta aggiunta di un paio di
brani, What Do You Think Of Her Now? e I’m Still Here,
assolutamente inediti almeno fino ad oggi, risulta evidente che la forma
estetica delle canzoni non ricalca certo l’arrangiamento che ha poi
caratterizzato la versione definitiva, ma lo stesso Willie è sempre stato molto
fiero dei suoi demos ed ha ripetutamente sostenuto che essi erano spesso
migliori delle versioni definitive registrate da altri artisti.
Quindici brani più o meno famosi pescati
dalla produzione dei primi anni ’60 di un Willie ancora imberbe, ma già padrone
di uno stile compositivo ed interpretativo indiscutibilmente personale e
caratteristico. Va ricordato che Willie, all’inizio della sua carriera
artistica, era più conosciuto come compositore che come interprete, tanto è vero
che le prime versioni di molte sue canzoni furono portate al successo da altri
interpreti. Crazy fu un successo per Patsy Cline, Three Days
portò molta fortuna a Faron Young e Undo The Right è altrettanto legata
al nome di Johnny Bush. Questi tre grandi successi, poi reincisi in seguito
dallo stesso Willie, sono contenuti nell’album in questione, per lo più
arrangiati per sola voce e chitarra acustica (ma non è davvero poco, visto che
canta/suona), ma alcuni altri brani godono di un trattamento con un vero e
proprio arrangiamento, con tanto di pedal steel guitar (Jimmy Day) e voce
corista (Hank Cochran).
Chi ha imparato da tempo ad amare Willie può
accostarsi tranquillamente a questo vero e proprio reperto storico, chi invece
gli si sta accostando in questi tempi, troverà più appetibili altri dischi,
quali Red Headed Stranger, Willie & Family Live Shotgun Willie, Across
The Border o i suoi lavori più recenti.