Secondo
album postumo a comparire sul mercato nei due anni e mezzo dalla scomparsa di
Keith Whitley, questo Kentucky Bluebird è una raccolta di brani inediti
mescolati ad altri già pubblicati e a curiosità di vario tipo.
L’esordio
(di brevissima durata) è sconcertante, con un Keith di 8 anni intento a
stonacchiare You Win Again al Buddy Starcher Show. Immediatamente dopo Going
Home ci riporta al Keith Whitley che meglio conosciamo, alla splendida voce
calda, duttile, grintosa ed espressiva che ha saputo fondere le vocalità di
Merle Haggard e Carter Stanley in qualcosa di unico e, purtroppo, irripetibile.
Chi
possiede la versione in vinile dell’imperdibile album Don’t Close Your Eyes
sarà felice di trovare qui due canzoni che erano apparse solo sul cd, Lucky
Dog e Would These Arms Be In Your Way, mentre gli amanti del lato
più intimo e sofferto della produzione di Whitley non avranno da protestare a
trovarsi riproposte I Never Go Around Mirrors (che mi sa di outtake:
devo controllare meglio) e Between An Old Memory And Me, di una bellezza
quasi bruciante.
Tra i
momenti più alti del cd ricorderei anche la title track, Kentucky Bluebird,
il duetto con Earl Thomas Conley in Brotherly Love, e una gustosissima
imitazione di Lester Flatt tratta dal Ralph Emery Show. C’è un po’ di tutto,
insomma, non tutto di altissimo valore forse, ma abbastanza per ricordare
degnamente uno sfortunato artista scomparso troppo presto: se per un
‘innamorato’ della voce di Keith Whitley come me questo cd rappresenta un passo
verso il completamento della discografia Whitley, per chi (vergogna!) non
conoscesse questo magnifico cantante potrebbe significare una valida
introduzione allo stile di un maestro della country music.