All I Need
Artista : Sherwood Lumsden  
Label: Wonderstar 
Anno: 1997
di Maurizio Faulisi
Sherwood Lumsden

Attraverso le pagine di Country Store abbiamo avuto più volte occasione di parlare dell'interessante scena country canadese, ebbene Sherwood Lumsden ci offre un'ulteriore opportunità. All I Need è infatti un disco così ben prodotto, suonato, cantato e registrato da renderlo un valido motivo per ognuno di noi di dirigersi verso Nord, centinaia di miglia lontani da Nashville, per scoprire un personaggio che in quella città potrebbe tener testa a molti suoi colleghi 'super-prodotti'. E non è detto che presto non riceva richiesta, da parte di qualche major a corto di materia prima, di trasferirsi nel lontano Tennessee. Glielo auguro, perché se lo merita, credetemi.

Il disco è prodotto da Allen Bragg, uno dei più validi steel player canadesi, è stato registrato tra la fine del 1995 e l'inizio del '96, e tutte le canzoni, dieci per l'esattezza, sono state scritte dallo stesso Lumsden. Se avesse deciso, con la sua voce, di graffiare, o quantomeno 'aggredire' con maggiore determinazione l'ascoltatore, e se il disco contenesse qualche assolo mozzafiato oltre a tanta professionalità 'contenuta', non avrei esitato un solo istante ad offrire a questo album la cornice di 'indispensabile'. Sherwood indica tra le sue influenze i nomi di Lucinda Williams, Guy Clark, Rodney Crowell e Ian Tyson, per quanto riguarda gli artisti contemporanei, e quelli di Jimmie Rodgers, Buddy Holly, Gram Parsons e Buck Owens riferendosi al passato. Noterete che molti di questi nomi hanno a che fare col Texas...

Il suo songwriting non ha certo lo spessore di certi autori cresciuti in quell'angolo d'America; sono canzoni semplici e quasi sempre d'amore, ma forse è proprio questo a renderle così piacevolmente ascoltabili, esattamente come le mille canzoni degli anni '50 che il tempo e le mode non riusciranno a cancellare. Tra quei nomi sottolineerei quello di Buddy Holly, l'indimenticabile Buddy, con le sue piccole, ingenue canzoncine, e aggiungerei quello di Roy Orbison che vocalmente Sherwood ricorda da vicino. Spero che qualcuno abbia la sana idea di importarlo in Italia. Ottimo debutto Sherwood, bravo!


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