Tutto in
questo dischetto contribuisce a conferirgli un’impostazione scherzosa ed
ironica,a cominciare dal titolo: 'mai un momento adulto'.
La
copertina ritrae cinque giovanotti sulla mezza età all’asilo che ridono seduti
su seggioline troppo piccole. Si tratta di Hank Card, voce, Lex Browning,
violino, Conrad Deisler, chitarra, Tom Pittman, banjo, Boo Resnick, basso. Li
affiancano Paul Pearcy alla batteria e Joel Guzman alla fisarmonica.
Anche i
contenuti sia testuali che musicali sono tutto fuorchè seri come si capisce dai
titoli dei pezzi, tutti originali tranne l’ultimo, una cover di Terry Allen,
che di ironia è un maestro. Difficile poter racchiudere il genere che si sta
ascoltando sotto un’etichetta precisa. Ci si ritrova un pò di John Hartford, un
pò di Riders in the Sky, in un calderone acustico di swing, tex mex, hillbilly,
tango, r&b molto ben cantato e suonato da gente che si diverte un mucchio.
La voce
di Hank Card è notevole, come lo sono i cori. The Beautiful Waitress di
Terry Allen viene riproposta in una versione decisamente bluegrass con un
ottimo Richard Bowden al mandolino e voce solista. Difficile scegliere i pezzi
migliori fra gli originali perchè il livello è sempre costantemente alto:
quadretti spassosi di ordinaria vita quotidiana, infarciti con arrangiamenti
efficaci e rime geniali.
Dopo
alcuni minuti dalla fine dell’ultimo pezzo, quando già da un pezzo avremmo
dovuto spegnere, ecco venir fuori un’ultima presa in giro: una reprise di
coretti e trombone.
Ma
scendiamo comunque nei particolari per dare un’occhiata ai brani più
significativi.
La
traccia due è un buffo bluegrass a tempo medio che parla di hillbillies in una
casa stregata. Le strofe sono semi-parlate mentre i coretti un pò boogie
ricordano gli Hot Rize dei vecchi tempi. Il testo è organizzato come una
filastrocca ed i montanari nella casa degli spiriti diventano ottanta, poi calano
di nuovo a due.
La traccia tre s’intitola Forty Years Old And I’m
Living In My Mom’s Garage. Un pò Eagles un pò cajun, con fiddle in prima linea, racconta appunto
di un quarantenne che abita il garage di sua madre e si rilassa con i film di
Godzilla e la mountain bike. Quando al mattino alla mamma serve la macchina lui
deve svegliarsi e sloggiare...
Concludo
segnalando la traccia sei: Big Rio Grande River, un tex-mex che parte a
valzer poi diventa una polka, con accordion in evidenza, e che è una lampante
citazione di El Paso di Marty Robbins. Una bella story song con tante
parole spagnole e grandi cori (che tornano in tre quarti).