Rebel Radio
Artista : Calvin Russell  
Label: Free Falls 7023
Anno: 2002

Stili:
Singer Songwriter
Country Folk
di Mauro Eufrosini
Calvin Russell

Ribelle lo è stato davvero, e forse lo è ancora. Una vita in salita quella di Calvin Russell, che ha conosciuto anche le galere texane e quelle messicane ("esperienza interessante", ha dichiarato tempo fa), prima di arrivare, nel 1990, a pubblicare le sue canzoni. Crack In Time, il debutto, Sounds From The Fourth World e Soldier, che seguirono nel giro di un paio d'anni, erano e sono ancora, il grido rauco e ruggente di un ribelle, di un indomito e testardo folker di fine secolo, dilaniato tra rock blues sporco e drogato e romantico country folk.

In Rebel Radio ritroviamo tutto ciò, anche se il blues è meno drogato, e il romanticismo ha lasciato il posto a una più disillusa malinconia. Anche la voce, ruvida e spigolosa, si è arrotondata, ispessita, lasciando per strada tutta la rabbia per sostituirla con una più matura rilassatezza, che meglio asseconda lo stato d'animo che Russell prova a raccontare, scegliendo brani prevalentemente altrui e lasciando per sé tre sole canzoni. Uno stato d'animo che non tradisce la propria vocazione da soldato, pur consapevole di aver scelto l'esercito, sparuto, dei perdenti.

L'uomo Calvin Russell viene messo a nudo nella sesta traccia del disco, Country Boy, splendida ballata sulla impossibilità di essere un country boy in un presente dove i centri commerciali si mangiano le praterie, e nella conclusiva Nothin' Is, piccola elegia acustica, in punta di pickers, sul tempo che fugge e sull'amore.

Lunga la lista degli autori cui Calvin ricorre per Rebel Radio: Townes Van Zandt, con quale Russell apre l'album (Still Lookin' For You) e che ricorre altre due volte (I'll Be Here In The Morning e Ain't Leavin' Your Love), riletto con rispetto e sincerità, la coppia Gillian Welch/David Rowlings (Barrom Girls e Pass You By), Gary Nicholson (Shadow Of Doubt) e Stephen Bruton (It Is What It Is) per due blues di routine, Kimmie Rhodes (Wild Roses), Rolling Stones (No Expectations virata in country), e soprattutto Willie Nelson, la cui I Never Cared For You è l'apice del disco, anello di congiunzione tra il presente di Russell e il suo passato artistico: una lunga cavalcata, da vero electric cowboy.


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