Willy And The Poorboys
Artista : Creedence Clearwater Revival  
Label: Fantasy 8397
Anno: 1969

Stili:
Country Rock
Country Blues
Cajun
Folk
di Fabrizio Demarie
Bob Dylan

Willy And The Poorboys è il tributo di John Fogerty alle proprie origini musicali. Infatti, senza rinnegare il loro rock diretto e senza fronzoli, i Creedence Clearwater Revival (CCR) nel 1969 danno alle stampe questo disco, che è un mirabile esempio di equilibro tra vari generi musicali.

Ci sono infatti le hit-singles stellari come Fortunate Son, una canzone splendida che più di tutto fa capire come Springsteen venga da qui, più che da Dylan, e Down On The Corner che sono entrate in breve tempo nel repertorio di centinaia di cover band, ma ci sono anche molti pezzi estremamente validi, ma meno immediati. Per esempio Cotton Fields, scritto da Leadbetter, che proviene dalla tradizione folk, e viene qui arrangiato da Fogerty a più voci ed è veramente da pelle d’oca. Basta sentire il momento in cui la musica si stoppa e sono solo le voci a fare la melodia. Altro brano da ricordare è il traditional folk, The Midnight Special, che inizia bluesy con la sola gran voce di Fogerty e poi più rock quando entra la batteria.

Anche il resto è di qualità: Don’t Look Now (It Ain’t You Or Me) è Elvis che canta un brano di Dylan…o quasi. È un bel pezzo, con voce bassa e calda di John, poco appariscente, ma gradevole. It Came Out Of The Sky è un rock tirato, vagamente retrò, ed è un sano invito a tenere il tempo con il piede. Due lunghe composizioni chiudono poi i due lati dell’LP: Feelin’ Blue, sul primo, è bluesy e si avvolge attorno alla voce di Fogerty. Forse un po’ lunga, per la tipologia di brano, dunque un po’ monocorde. Meglio Effigy che chiude il disco. Oltre sei minuti in crescendo, con forte tendenza alla jam e con coda strumentale di oltre due minuti molto, molto bella.

Discorso a parte, infine, va fatto per i due strumentali. Poorboy Shuffle è breve ed eseguita solo con armonica (John Fogerty) chitarra (Tom Fogerty), washboard (Doug Clifford) e basso radicale (Stu Cook) e i CCR sembrano i 'poorboys' del titolo e della copertina. Roots rock ante-litteram che sfuma in Feelin’ Blue. Poi c’è il blues rock di Side O’ The Road, un buon viatico per le chitarre dei due fratelli, ma che risulta un po’ monca senza il cantato di John.



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