Oh Boy! O'Boy!
Artista : Tim O'Brien & The O'Boys  
Label: Sugar Hill 3808
Anno: 1993

Stili:
Country Folk
Singer Songwriter
Country Acustico
Old Time Music
di Ruben Minuto
"Oh

Penso che si possa ritenere Tim O'Brien un uomo veramente fortunato: come musicista ha avuto modo di produrre tutto ciò che la sua mente eclettica suggeriva. Oggi, per esempio, Tim ha una nuova passione, una passione che, onestamente mi spaventava: l'Old Time Music. E la sua collaborazione con un musicista come Mark Schatz che oltre ad essere ritenuto tra i migliori contrabbassisti sul mercato bluegrass e new acoustic, occupa una notevole posizione fra i ‘picchiettatori’ di banjo clawhammer, mi faceva temere un'uscita ‘a tutto old time’. Il timore andò poi ispessendosi quando conobbi Mark Graham, 'il barbuto reverendo armonicista che collabora con Tim in questo disco e che sembrava aver trasformato la propria armonica in un naturale prolungamento della bocca.

Timori infondati. Oh Boy! O'Boy! non ha deluso le aspettative dei numerosi fans me compreso, e già dal primo ascolto ci si inizia ad affezionare alle piacevoli melodie scelte o inventate dal nostro sornione musicista Scott Nygaard, che assieme a Schatz costituisce il nucleo degli O'Boys che in questo lavoro sono aiutati nientepopodimeno che da Ron Block, Mary Chapin Carpenter dal già citato Mark Graham all'armonica (in soli 2 brani), da Edgar Meyer col caratteristico suono ‘arcobass’, Mollie O'Brien harmonies in un altro paio di pezzi, il Presidente Peter Wernick ed un Del McCoury che aggiunge uno screamin' harmony vocal a cui non siamo abituati e che non ci aspettavamo su When I Paint My Masterpiece, il 2˚ brano dei disco. E’ inutile aggiungere, a mio avviso, dell'immancabile presenza di Jerry Douglas addirittura nominato O'Boy onorario.


Tutti i pezzi sono suonati come un buon disco richiede, i suoni, curati da Bill Vorndick, non presentano pecche rilevabili e la perizia tecnica dei singoli musicisti è ormai nota a tutti, anche se il suono del mandolino di Tim può non riscuotere favori unanimi: la presenza di Mark Schatz è notevole sia al basso che al banjo, canta come harmonist e suona la jaws harp (scacciapensieri). Scott Nygaard si riconferma come il grande chitarrista che ha dimostrato di essere fino ad oggi, e lo fa soprattutto nell'assolo dell'ultimo brano, He Had A Long Cabin On.

L'old time, come ho detto, non poteva mancare, suonato talmente bene da risultare estremamente piacevole anche ai non estimatori: Run Mountain, The Farmer Cursed Wife e Johnny Don't Get Drunk/Rye Straw ci forniscono un ottimo motivo per dare un orecchio a questo importantissimo genere musicale spesso tacciato, a torto, di monotonia.

La filosofia di questo lavoro penso essere quella di presentare al pubblico quel tipo di sonorità che ci viene proposto dalle ultime tourné, e di questo terzetto di amici che creano grande musica condita da un piacevolissimo ‘sense of humor’ tipico di Tim O'Brien e facilmente riscontrabile, oltre che dalle note di copertina, nel finale del secondo brano, nelle foto interne all'opuscoletto nella quale, per esempio i tre O'Boys sgusciano gamberetti, oppure in quella in cui Tim fa volteggiare una Martin appesa a una corda (...).

Il mio giudizio su questo disco, molto positivo e torno infine, scusandomi della mia prolissità a ribadire ciò che ho detto pocanzi riguardo la fortuna di Tim O'Brien, che oltre a tutto ciò si trova ad avere... una moglie davvero carina.


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