Music In The Monkey Biz
Artista : Austin Cunningham  
Label: Senior Partner 
Anno: 2005

Stile:
Traditional Country
di Dino Della Casa
AUSTIN CUNNINGHAM

Con due CD alle spalle e precisamente Let The Poor Boy Sing e Where I Come From, questo Music In The Monkey Biz ha tutti gli attributi per farsi ascoltare con estrema attenzione. Texano di nascita, Austin Cunningham alterna sonorità prettamente new-country ad un country-blues molto particolare, con la sua chitarra resonator in primo piano, oltre a tutta una serie di altre chitarre con le quali si cimenta con rara maestria.

Cunningham non è particolarmente famoso, ma alcuni suoi brani sono stati interpretati da grandi artisti quali The Judds, Dolly Parton, Tracy Byrd (On Again, Off Again), Kathy Mattea, Tanya Tucker e Reba McEntire. Da non dimenticare a suo credito che la colonna sonora del film Autumn In New York (con Richard Gere e Winona Ryder) comprendeva la sua Beautiful.

In questo terzo CD Austin si fa aiutare dalla crema degli studios texani e non: Greg Morrow (batteria), Pat Buchanan (chitarra elettrica ed armonica), Larry Paxton (basso), Tony Harrell (piano) e Mickey Raphael (armonicista della Willie Nelson Family) sono della partita ed il risultato è quanto meno stimolante. Doin’ Pretty Good gode di un attacco decisamente blues, giocata sull’armonica e sulla chitarra resonator in mano allo stesso Austin, Texas Trip è un inno alla sua ‘texanicità’, con tutti i luoghi comuni ed i personaggi che la celebrazione del Lone Star State può implicare, Always In My Heart è caratterizzata da un’introduzione vocale che rammenta un certo Keith Carradine, oscuro interprete che raccolse una meteora di successo con il brano I’m Easy, tratto dalla colonna sonora del film di Robert Altman Nashville.


Il brano è una struggente ballata d’amore ed è di una certa presa, anche grazie alle finezze chitarristiche  che Cunningham elabora sulla sua chitarra con le corde di budello (gut-string guitar). Il title-track è un gradevole mid-tempo decisamente coinvolgente, che deve trascinare il pubblico compiacente dei concerti, Kind Heart Cruel riprende il passo rilassato e meditativo della ballata introspettiva e Cunningham si racconta volentieri aiutato praticamente dalla sola chitarra, sulla sezione ritmica discreta, ma presente. Yankee Farm In Texas è un altro brano che rende al top in versione live, con il suo sviluppo che rispolvera le tradizioni strumentali importate dal vecchio continente dai primi coloni che si stabilirono in Texas (il brano riecheggia la melodia del traditional The Black Hills Of Dakota).

In Style Again si adagia su una curiosa gut string slide guitar, che accarezza la voce suadente di Cunningham, mentre Killin’ Jesus Again è ruvida ed elettrica. Drink Milwaukee Dry ha un titolo ambizioso (Milwaukee è famosa per essere la capitale americana della birra) e si rivela appartenere al filone delle ‘drinkin’ songs’, ovvero ‘se non posso annegare i miei guai, almeno insegnerò loro a nuotare (nell’alcool)’. The Whole Enchilada profuma di border e la chitarra spagnola con le solite corde di budello non è estranea alla creazione di questa particolare atmosfera ed altrettanto ‘colpevole’ è la tromba di Brent Moyer, che contribuire a ricreare il tipico suono mariachi. The Way You’re Put Together riprende per mano il romanticismo della chitarra acustica e tesse le lodi di apprezzamento della lady di turno. Everything’s Gonna Be Alright e Lost And Weary Traveler completano decorosamente il disco in questione, che merita ben più di un ascolto distratto e superficiale. Ricordatelo: si chiama Austin Cunningham.


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