Home Is Where The Heart Is
Artista : David Grisman  
Label: Rounder 0251/0252
Anno: 1988

Stile:
Bluegrass Tradizionale
di Bovio Daniele
David Grisman

Harley Allen, Red Allen, Jim Buchanan, Sam Bush, Porter Church, Mike Compton, J.D. Crowe, Stuart Duncan, Pat Enright, Mark Hembree, Bobby Hicks, Roy Husky jr., James Kerwin, Del McCoury, Alan O'Bryant, Mark O'Connor, Herb Pedersen, Tony Rice, Curley Seckler, Ricky Skaggs, Doc Watson. Dieci anni fa, nel bel mezzo del mio ‘bluegrass trip’ avrei probabilmente gridato ‘al miracolo’, vedendo tanti e tali nomi sulla copertina di un album. Ora scopro, invece, che il bluegrass non é inossidabile e dieci anni si sentono.

Dieci anni fa lo si sarebbe potuto paragonare a Will The Circle Be Unbroken e quindi ad una pietra miliare della musica tradizional/acustica americana. Lo avrei potuto propinare via etere per ore e ore dagli studi della vecchia (ma a quei tempi neonata) cara e fumosa Radio Lombardia. Ma ahimè siamo nel 1989 e mi limiterò a dire che é uscito per la Rounder, da poche settimane, un bell'album di David Grisman.

 

Dalla copertina non traspare se si tratti di operazione puramente commerciale o di un omaggio ad alcuni dei grandi, che nel passato, vivendo ‘on the road’ propagandavano il verbo di Bill Monroe. La grafica é di puro stile ruspante, che ben si adatta a questo genere musicale alla soglia degli anni novanta. La foto di un prato verde (non blu) con i nomi, in rigoroso ordine alfabetico, uno dopo l'altro, assomiglia invero più ad un epitaffio che altro.

Lasciando perdere le apparenze del contenitore e passando all'ascolto si scopre, fortunatamente, che in realtà gli intenti di David Grisman sono più celebrativi che speculativi. Anche i titoli dei brani, comprendenti quasi solo vecchi hit del passato, fanno propendere per la seconda ipotesi. La quasi certezza si raggiunge dopo il primo ascolto. L'impareggiabile arrangiatore che David é sempre stato se ne resta in un angolino, quasi con rispetto accompagnando, il più delle volte senza intromettersi troppo, gli arrangiamenti dei singoli artisti. Più che ‘David Grisman featuring’ lo direi un ‘Doc Watson, Red Allen, Del McCoury... featuring David Grisman’.

 

Ascolto dopo ascolto in realtà mi rendo conto che forse la cromatura non resiste poi così male. C'è del buono in tutto ciò! Al contrario di quel che mi succede ascoltando new age più vado avanti e più i singoli brani acquistano definizione. Anche la mano di David si fa sentire di più (Salty Dawg Blues), ero talmente narcotizzato da non accorgermi delle sottigliezze! Il fatto é che il mandolino si adatta così bene ad ogni singolo brano che se non ascolti attentamente non ci fai caso.

Mi torna in mente Doc Watson lo scorso agosto a Philadelphia che diceva: "quando Sam Bush o David Grisman suonano con me suonano la mia musica". Esattamente questo é ciò che accade in questo album, David Grisman che suona la musica di Doc Watson, di Bobby Hicks di Harley Allen. A questo punto è tutto più chiaro, ecco i consigli: se siete appassionati di new age non comprate questo disco, nou nou nou! Ormai veleggiate troppo in alto, in atmosfere più rarefatte, più sofisticate. Un album così lo trovereste ‘soporifero’. Se non siete appassionati di new age invece qui c'è del buon ‘materiale’ per voi: bluegrass rides again!


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