Keith Whitley nacque nel Kentucky nel 1955. A 7 anni debuttò in televisione.
Pochi anni dopo conobbe Ricky Skaggs e insieme formarono una bluegrass band che
faceva particolare riferimento allo stile degli Stanley Brothers. Nel ‘70, a
soli quindici anni, Keith insieme a Ricky faceva parte del gruppo di Ralph
Stanley. Nel ’78 passò ai progressivi New South di J.D. Crowe.
All’inizio
del 1984, seguendo il vecchio amico che aveva già cominciato a raccogliere un
buon successo, si spostò a Nashville. Qui firmò per la RCA alla quale regalò
una mezza dozzina di Top Ten in meno di quattro anni, fino all’89, quando solo
trentatreenne il 9 maggio accidentalmente si suicidò con una overdose di alcol.
Questa,
in poche righe, la vita di Keith Whitley.
Un sogno
durato un giorno, il successo all’americana che può portare l’uomo qualunque in
cima ad ogni classifica per distruggerlo nel momento di suo massimo splendore e
di apparente felicità. Inchiostro a fiumi per capire una morte assurda e
quindinon accettata. Non accettata dai
fan, dagli amici, da nessuno, tant’è che ancora oggi Lorrie Morgan, una delle
più importanti country star, sposata a Keith dal 1986, spesso ‘deve’ parlare di
lui.
Perchè?
Perchè quando una morte non è compresa la persona scomparsa deve essere
mantenuta in vita. E se questa persona è stata un importante artista di fama
internazionale, è ancora più importante che il suo ricordo venga mantenuto
vivo.
Sad
Songs & Waltzes
è esattamente questo, perchè si tratta della riedizione di un album stampato
nel 1982 (con qualche inedito) dal titolo Somewhere Between al quale è
stata tolta completamente la musica intorno alla voce di Keith e riprodotta, in
maniera molto rispettosa, in chiave attuale.
Questi i
fatti. Decidete voi se operazionidi
questo tipo hanno senso o meno. Il disco è molto bello...