Ho pensato a lungo, cercando di trovare qualcosa di nuovo e mai detto
prima riguardo ai dischi gospel di Doyle Lawson & Quicksilver, mi sono
molto impegnato nel tentativo di evitare noiose e scontate ripetizioni, ho
tentato di pensare ad una recensione diversa che non assomigliasse a quelle già
pubblicate su Out Of Time ed oltre tutto da me
firmate. Ma invano. Nulla di più e nulla di meno avrei
potuto scrivere o pensare di diverso da quanto avevo già scritto e pensato nei
precedenti lavori dei vecchio Doyle. Paradossalmente,
tutto questo non mi porta nel modo più assoluto ad esprimere un giudizio anche
solo minimamente negativo riguardo a questo Kept & Protected che
risulta essere già dal primo ascolto un disco estremamente
piacevole suonato e soprattutto cantato con incredibile maestria.
L'unica variazione rispetto al disco precedente è il cantante solista nonché chitarrista del gruppo: il posto di Steve Gulley è
stato preso, in questa produzione, da tale Barry Scott che naturalmente
risponde appieno alle caratteristiche necessarie per diventare un vero
Quicksilver ovvero: una chitarra molto discreta ed una voce tanto acuta da
essere perfettamente udibile fin dall'Eterno a cui, fra l'altro, tutti questi
dischi sono manifestamente dedicati.
Gli altri Quicksilver rimangono formati da Dale Perry, Barry Abernathy
e Owen Saunders. Bluegrass e gospel 'as its best';
dunque potremo trovare le quattordici selezioni di questo CD con ancora un
leggerissimo spostamento stilistico verso il tradizionale sia nella scelta dei
brani che nel modo di suonare, questo soprattutto nel mandolino di Lawson nel
quale sembra infatti di recepire, in alcuni brani, citazioni di tributo
all'indimenticato ed indimenticabile Bill Monroe. I brani a cappella questa
volta sono soltanto tre, tutti quanti molto belli e trascinanti.