Eccellente debutto in chiave progressive country
per questa giovane cantautrice di Nashville. Una produzione di Bill VornDick
per la Compass, realizzata per l'Europa dall'inglese Demon, ci rivela un
personaggio che ricorda Nancy Griffith, sulla scia di produzioni di vocalists
come Kate MacKenzie, Kate Campbell e Kathy Chiavola.
Perfect World ci porta il calore e
l'autenticità di una fresca voce femminile che interpreta e scrive
country-music, con belle song dalle delicate e
contemporanee sfumature bluegrass e folk. Supportata da una band di ottimi musicisti, dove spiccano proprio alcuni membri
della live band della Griffith, Judith Edelman ci regala momenti acustici di
pregevole fattura che ben si intonano con la calda e pura voce.
Nel creare il suo delicato ed acustico sound, che è una
originale miscela di new country, folk, bluegrass e new-acoustic music,
spiccano i nomi di Jerry Douglas, virtuoso del dobro, Alison Brown, banjo,
l'esule Clive Gregson, chitarra e organo, ed i preziosi Randy Howard, violino,
e Matt Flinner, mandolino e bouzouki. Nashville partorisce, una volta tanto, un
personaggio vero, passionale ed ispirato, e non il solito stereotipo
country. Judith è una cantante-chitarrista che scrive con
testi vibranti e pieni di speranza: Perfect World ne è la degna
title track.
Country-songs pervase da grande grazia e
sentimento. Pass It On, la dolce ed
invernale Hardest Time Of The Year, si alternano a folk-ballads
attualissime, Morning People e la drammatica Not Far To Fall
giocata su chitarra e cello; oppure a brani folk dalle sonorità più
tradizionali, Why'd You Wait So Long, percorsa da un caratterizzante
pennywhistle.
Se siete felicemente sintonizzati con i personaggi femminili qui
citati, la Edelman non vi deluderà di certo.