Nato
nel 1938 a Duncan, nell'Oklahoma, Hoyt scriveva canzoni per hobby: una sua
song, Hearthbreak Hotel, fu un clamoroso successo di Elvis Presley.
Negli anni '60 Axton incide una dozzina di album per labels minori, che non
hanno molta fortuna. Invece ottiene uno strepitoso successo come autore:
infatti alcune sue songs diventano degli hit mondiali eseguite da altri
artisti, come Gren Back Dollar del Kingston Trio; Joy To The World
dei Three Dog Night; Snowblind Friend degli Steppenwolf e Non, No, No
di Ringo Starr. Ma la sua canzone più famosa rimane The Pusher degli
Steppenwolf, che fece parte della colonna sonora dell'indimenticabile Easy
Rider; Hoyt scrisse questa song in ricordo di un caro amico morto per un
eccessiva dose d’eroina. La droga è un argomento che ricorre spesso nelle sue
ballate, nelle quali si chiede amaramente che senso abbia uccidersi così. Solo
negli ultimi anni Axton è riuscito ad ottenere un meritato successo anche come
cantante, grazie soprattutto al suo passaggio nel '70 alla A & M, label che
lo ha lanciato definitivamente come uno dei più interessanti cantautori dei
nostri tempi.
Hoyt
è un personaggio aperto e sincero; dotato di grande umanità e sempre coerente
con se stesso. Le sue songs parlano della realtà di tutti i giorni, di sogni,
ambizioni, speranze e delusioni; Hoyt descrive la vita come la vede secondo le
esperienze e si dimostra un profondo critico dei problemi sociali del suo
paese. Divenuto un artista famoso, non ha sacrificato nulla di se stesso al
successo. I suoi ultimi album sono tutti ad un livello eccezionale e sono tutti
consigliabilissimi; la sua voce è incredibilmente suadente e suggestiva; la sua
musica, piacevole e particolarmente curata negli arrangiamenti, sia strumentali
sia vocali, affascina al primo ascolto e dà momenti di pura gioia.
Dopo
aver composto ed eseguito la colonna sonora film Outlaw Blues con Peter
Fonda (altro stupendo album nel quale compaiono anche Steve Fromholz e Jerry
Jeff Walker), all'inizio dell'anno Hoyt ci dona il suo nuovo album, Free
Sailin. Si fa aiutare da vecchi amici, con lui ormai da anni, come Pete
Grant, Mark Dawson, Jack Skinner e Donna Bambi Roberts, sua compagna anche
nella vita, e da illustri ospiti come Byron Berline, Doug Dillard, Jim Keltner,
Glen Hardin e Billy Kirchen.
Tutte
le songs sono buone: come Darrel & Judy, triste song d'amore e Jive
Man, stupenda ballata che descrive un artista fallito. Scintillante la
versione di Honky Tonk Music di Hawke, con un grande Berline al fiddle: Left
My Gal In The Mountains è una vecchia song di C. Robinson, dolce e suggestiva,
con un grande Dawson all'armonica. Notevole anche Bluebird di Ronee
Blakely. Vi sono infine ben tre canzoni composte da Mark Dawson, il quale oltre
che un grande armonicista si dimostra un notevole compositore: ascoltate la
dolce ed acustica Free Sailin che dà il titolo all'album. Un
affascinante artista da conoscere senz'altro.
Abbiamo ripercorso di recente la carriera di questo songwriter di Duncan, Oklahoma, classe 1938, in occasione della ristampa di Snowblind Friend, il p...