Souls’ Chapel
Artista : Marty Stuart  
Label: Superatone 026432 - 000438902
Anno: 2005

Stile:
Country Gospel
di Federico Gavarini

Marty Stuart può essere considerato uno degli artisti più versatili nell’attuale country music, in particolare fra coloro che salirono alla ribalta nei primi anni ottanta con il fenomeno dei new traditionalist, e l’album Souls’ Chapel non fa che confermare le sue poliedriche doti musicali.

Se ad un primo approccio questo lavoro può sembrare una raccolta di canzoni gospel, un ascolto più attento rivela una ricerca in tutti i generi musicali americani più legati alla tradizione, plasmando sonorità blues, soul, rhytm & blues, traditional country e rockabilly.

L’unico denominatore comune che tiene assieme questi brani è composto dalle tematiche affrontate, che risiedono nel caratteristico folclore degli inni religiosi nati nel sud del Paese, in particolare in seno alla comunità protestante. La personale eterogeneità di questa proposta musicale, Stuart la giustifica con le parole “io credo che Dio ami ogni genere di musica”.

 

A livello vocale le registrazioni sono particolarmente efficaci, grazie alla splendida armonia a quattro parti fornita da Marty e dai suoi Fabulous Superlatives (Harry Stinson, Brian Glenn, e Kenny Vaughn), completando l’opera con una maestria strumentale degna della migliore tradizione musicale americana. L’album si divide fra cover e composizioni originali, dalle prime scaturisce il grande amore di Stuart per la musica degli Staple Singers, particolarmente evidente in Somebody Saved Me e Move Along Train (eseguita con Mavis Stapler). Nei brani di nuova incisione, ciò che emerge è la sua forza compositiva (sempre nell’idioma gospel), le canzoni The Gospel Story of Noah’s Ark e There’s a Rainbow (At The End of Every Storm) ne sono un buon esempio. Fra tutte svetta The Unseen Hand, che crea una dimensione metafisica senza pari.

Si può valutare questo album come uno dei migliori prodotti artistici dell’intera carriera di Marty Stuart, che con i suoi Fabulous Superlatives riesce a creare, grazie ad una tavolozza assai ricca, un prodotto immerso nella felicità e negli onesti sentimenti della fede, e come lui stesso dichiara “It’s all good at the Souls’ Chapel”.


Fonte: The Long Journey anno 2006
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