La responsabilità del mio avvicinamento alla musica
tex-mex, come sarà capitato anche a molti di voi, l'hanno
avuta Peter Rowan e Ry Cooder con alcuni loro dischi incisi alla fine dei '70.
Erano anni in cui il folk in Italia godeva
di un notevole seguito, e l'ascoltare artisti di diversa matrice alle
prese con materiale del genere si rivelò una novità. Apparvero articoli su
diverse riviste specializzate dedicate alla tradizione nortena che facevano capire meglio l'evoluzione di questa musica e della
sua gente,e come supporto a ciò
arrivarono i dischi della Arhoolie e, in seguito, della Rounder. Chi tra di noi ha avuto l'interesse di appropriarsi di alcuni
storici LP Arhoolie e ne ha letto le sempre interessanti note di copertina, non
si è lasciato certamente influenzare da certi commenti semplicistici che
definivano questo genere tale e quale al liscio di casa nostra. Se delle affinità vi possono essere, arduo smentirlo, è
anche vero che la chiave di lettura di tale materiale deve necessariamente
essere di tipo folkloristico.Nello specifico
ho ritenuto utile fare chiarezza su questo punto. De La Rosa, con i suoi 50 di attività, si presenta ancora con la sua musica da danza,
una musica che non si è lasciata contaminare nemmeno da stili particolarmente
vicini ad essa, così come ad esempio quella del più famoso Flaco. E' musica divertente,
con unico obiettivo quello di far ballare.
Ora che certi alimenti tex-mex si trovano facilmente anche
nei nostri negozi, se avete intenzione di organizzare una cenetta diversa,
allora sappiate che Es mi derechopotrà
rivelarsi la giusta colonna sonora.