Up On The Lowdown
Artista : Chris Smither  
Label: Hightone HCD 8060
Anno: 1995

Stile:
Singer Songwriter
di Franco Ratti
Chris Smither

Settimo sigillo per questo cantautore originario di New Orleans e bostoniano d'adozione.

Chris Smither è un personaggio sopravvissuto ad un'epoca, quella dei grandi songwriters degli anni '70, la cui musica, e di conseguenza la carriera stessa, si è rivitalizzata a contatto con gli anni '90.

Capace di esprimere come pochi l'essenza del folk-blues di matrice sixties, con echi dei grandi del Village, Chris ha fatto tesoro delle esperienze di tutti quei songwriters in grado di muoversi tra folk, jazz e blues. Dopo due scarne opere solo, It Ain't Easy e Another Way To Find You, che caratterizzano da una parte la produzione degli ultimi tre lustri e, dall'altra la validità di un interprete intelligente ed eclettico con indubbie capacità di 'entertainer', in possesso delle magiche qualità di affascinare gli ascoltatori grazie alla bella voce baritonale, gradevolmente nasale e ruvida, all'originale stile chitarristico bluesy.

Raffinato come un virtuoso della chitarra ('Rock instrumetalist of the year' secondo Playboy) , Chris propone anche sonorità corpose e possenti, esaltate dal caratteristico foot-stomp che gli permette un sostegno ritmico oggi sempre più inusuale. Happier Blue, l'ultimo e recente lavoro, supportato da un minimo di produzione ha rilanciato l'autore di I Feel The Same e Love Me Like A Woman confermandolo personaggio capace di toccare vertici espressivi sconosciuti anche ai più rinomati songwriters oggetto di culto nel nostro Paese.

Up On The Lowdown, pubblicato dalla californiana Hightone ma con una produzione tutta Made in Austin di Stephen Bruton, è la miglior possibilità avuta da Smither dal periodo dei primi tre albums Poppy (il terzo, quello prodotto da Lowell George con i Feat, Dr John ed i migliori musicisti di New Orleans è ancora inedito!).

Accompagnato da una ritmica composta da Chris Maresh, basso acustico, Brammen Temple, batteria, e con la saltuaria apparizione dello stesso produttore Stephen Bruton, chitarra, e Riley Osborne, armonica e tastiere, Chris cesella uno dei più riusciti lavori degli ultimi anni. Si conferma cantautore intelligente e personale come pochi, interprete di prima grandezza, paziente e nostalgico cesellatore di melodie d'altri tempi i cui lenti e sognanti ritmi entrano poco a a poco nella pelle conquistando l'ascoltatore attento e sensibile.

 

Vi sono cover che lasciano senza fiato, la dylaniana What Was It You Wanted, pura, scarna nel più puro spirito folk, e Talk Memphis, Jesse Winchester, rivisitata in modo esuberante e rocking shuttle, ma sono i sette brani originali a stupire. La sua scrittura è unica quanto la sua personalità, il suo talento di autore non è inferiore a quello di interprete.

Unendo le due cose - ascoltate I'm The Ride - ci troviamo di fronte ad una specie di Tim Hardin, anche lui in grado di cantare folk e blues, unendone ritmi ed emozioni.

Uno dei più delicati ed espressivi chitarristi in circolazione usa il blues come una risorsa, lo esplora, lo fa suo. Ma è solo una delle tante forme che veste la sua musica, dove i ritmi del blues del Delta decelerano sino a diventare sognanti e languide nenie dai profumi New Orleans. Smither spazia up and down tra queste atmosfere, con qualche rara concessione elettrica, dispensando e dilatando emozioni a non finire con il solo ausilio della sua sensibilità che sembra guidare la voce, la chitarra e il talento creativo.

Trasforma le sue meditazioni sulla vita, le storie in songs di inusuale bellezza e spessore. In lui convivono, per una a noi oscura magia lo spirito di Hardin con quelli di J.J. Cale, John Hiatt e del suo grande amico Lowell George. Solo Smither può portare, nello spazio di una canzone, dalla gioiosa e danzante atmosfera del rock & roll, all'orlo della disperazione raccontandoti, con malinconica e penetrante voce, la storia di un amore perduto. Il suono caldo, levigato e rassicurante della chitarra, unito ad una voce che ha pochi uguali a livello espressivo ed alla fervida vena creativa di questo songwriter, fanno di Up On The Lowdown un capolavoro.


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