Rieccoli, a distanza di un paio di anni
del precedente Carrying The Tradition, disco grazie al quale si sono
visti assegnare l'award come ‘miglior disco dell'anno’ dall'lnternational
Bluegrass Music Association. Negli anni '80, dopo numerose produzioni per la
piccola Rebel Records la band era giunta ad un periodo
di stanca che stava portando i musicisti all'idea di lasciar perdere.
Provvidenziale a qual punto l'arrivo del mandolinista Dan Tyminski che ha
rinvigorito e ridato smalto agli stanchi e demotivati elementi della
formazione, soprattutto al piccolo (di statura) Tim Austin, il chitarrista nonché unico superstite del combo originale.
Rimanere per un intero decennio un gruppo di serie B per
dei giovani talenti non è cosa facile; fatto è che, finalmente, giunge
improvvisa un'impennata di entusiasmo che sfocia in
una serie di canzoni moderne ed accattivanti, sostenute da un ‘drive’ fuori dal
comune ed in una determinazione che li vede imporsi all'attenzione dell'intera
‘comunità’ bluegrass, fuori e dentro gli Stati Uniti.
Ora fanno parte della scuderia Sugar Hill, etichetta che
ospita nomi come Nashville Bluegrass Band, Seldom
Scene, Tim O'Brien, Doc Watson ecc. e questo lascia supporre che i quattro
giovanotti abbiano seriamente cambiato ideariguardo a ciò che vogliono fare da grandi...
Il suono è rimasto lo stesso rispetto al recente passato, ma pare vi sia una maggiore ricercatezza nel repertorio.
Questo CD contiene alcune canzoni di grande effetto, e non mi riferisco solo
agli up-tempo, tra i quali Tears Are Blinding Me e She's About
Trouble, o infine al sostenuto gospel Solid Rock.
Insomma un altro centro, un altro
passo in avanti. La Lonesome River Band rappresenta a tutti gli effetti il futuro della musica bluegrass: non vorrete
arrivare in ritardo, vero?