Come in una favola. In un regno dove tutti erano
felici regnava una regina bella e buona, la quale aveva chiamato intorno a se
alcuni menestrelli per allietare se stessa ed il suo popolo. Questi musicanti
erano diventati così bravi che la regina li lasciò
andare, affinché potessero rallegrare tutto il mondo. E
se la regina buona è Dolly Parton, i musici non possono che essere i Grascals,
la rivelazione di questi ultimi anni nel mondo bluegrass.
La favola, la storia non è
proprio così: i Grascals non sbocciano per magia, ma hanno alle spalle
almeno venti anni di esperienza ciascuno, e sempre ad altissimo livello. Come
gruppo nascono nel 2004 e sono presto chiamati da
Dolly Parton per accompagnarla nelle sue tournee, ricevendo ampi successi. Il
disco di debutto è dell’anno seguente e frutta loro una nomination ai Grammy ed
ora, con questo Long List Of Heartaches si guadagnano uno degli awards
più prestigiosi, quello di Entertainer Of The Year per
la IBMA.
Il loro è bluegrass non
tirato all’estremo bensì più ponderato, ad ottenere un prodotto non speziato ma
giustamente gustoso e saporito, un suono originale ma non condizionato da una
esasperata ricerca di invenzioni. Il loro è un suono
che mette insieme vecchio e nuovo, come un albero dalle radici saldamente
ancorate nella tradizione e con la chioma libera di aprirsi ad una fresca
modernità, come di meglio oggi il nostro orecchio non chiede di ascoltare.
Ottimi strumentisti, sia come coesione di gruppo
sia negli a solo, hanno un altro punto di forza nelle
voci, vibranti e ben affiatate nei cori: Terry Eldredge e soci ci danno un
disco fresco, fantasioso e divertente a conferma di quanto espresso nel loro
primo lavoro. E noi, da bimbi buoni che desiderano
ancora sentire la musica dei bravi menestrelli, speriamo che questa favola duri
a lungo.