Non
giriamoci intorno: Carl Jackson non fa più il banjoista pubblico da diversi
anni, esattamente dai primi anni '80, dalla fine cioè dell’esperienza con Glen
Campbell, raggiunto lasciando i Country Store, di Keith Withley e Jimmy
Gaudreau e dopo alcuni anni di Jim & Jesse e di Grand Ole Opry.
E questo
disco non contiene molte canzoni, nel senso di quelle cantate, ma ha tanti
pezzi di banjo. Probabilmente ha smesso di fare il banjoista perché si
divertiva di più a cantare le proprie canzoni, a comporre per altri, o
produrli, e starsene a casa anziché spararsi le migliaia di Km che bisogna
farsi in USA per la stagione dei concerti.
Non aveva
tutti i torti, perché come autore è davvero bravo e ha fatto fortuna, la sua e
quella di qualche nota star. Senza cercare troppo, il suo nome è sui dischi di
Ricky Skaggs e di Vince Gill, per dirne due a memoria.
Qui fa
soprattutto il banjo-player, e il titolo deriva da una delle due registrazioni
di cui questo disco è una sintesi: Banjoman e Song Of The South.
Era certamente in gran forma, sicuramente un virtuoso del 5 corde, in un
lavoro, il primo, che è soprattutto un tributo a Earl Scruggs e al suo stile,
anche se Carl è noto per aver saputo padroneggiare il melodic style come e
quando voleva.
A
proposito, imperdibile la sua Orange Blossom Special a Bean Blossom,
ospite di Bill Monroe, e pubblicata su Bean Blossom appunto, disco da avere.
Le
quattro canzoni dal secondo disco sono On My Mind, The Lonesome River,
Jesse And Me e Lay Down My Old Guitar, tutte carine e con Jesse
And Me più carina delle altre.
Grande
tecnica sullo strumento, suono, gusto nelle variazioni ma, che dire, la
compilation è datata, e se non siete proprio dei fans a priori del ragazzo, non
lo metterei in cima alle priorità d’acquisto.