Fa
piacere ritrovare il nome di RalphStanley su di un disco appena uscito e, vista l’età
dell’artista (siamo vicinissimi agli ottanta), ogni suo nuovo lavoro deve
essere custodito con amore. Ancor più quando questo viene a
donarci nuovamente ampie sensazioni.
Amalgama
del disco è la riproposta di alcuni pezzi scritti o
resi popolari dalla Carter Family, A.P., Sara e Maybelle, storico gruppo dei primi anni di diffusione della
musica country. Sia la Carter Family sia RalphStanley provengono dalla
stessa zona delle Clinch Mountain della Virginia, e
questa vicinanza permette che nell’interpretare la stessa musica venga fuori
una cosa strana che possiamo chiamare l’anima, lo spirito, il carattere più
vero di quei luoghi.
Gli
arrangiamenti, molto bluegrass tra l’altro, sono
semplici ma assolutamente non poveri ed il suono è pieno e rotondo quanto lo
richiedono il tipo di canzoni e la loro provenienza. Un suono
segnato dall’autoharp (qui nelle esperte mani di MikeSeeger) che con il suo
timbro cadenzato scandisce e marca buona parte del disco.
Le
storie narrate sono le solite, tra brani religiosi e più profani amori e drammi
di vita quotidiana, e poi prigioni, treni e onde del mare. Risalta MotherlessChildren,
straziante racconto che inizia con la sola voce di Ralph
cui si unisce dal secondo verso il rinforzo delle note di un melanconico fiddle. Anche se a livello personale piace molto PoorOrphanChild, il valore del disco è da ricercare non nei
singoli momenti, ma nel respiro globale che i
musicisti, con capacità ed esperienza, hanno saputo dare a questo lavoro. Ma naturalmente su tutto ad incatenarci all’ascolto è la
voce di Ralph: incredibile, sofferta, intensa e
nonostante gli anni ancor ricca di vitalità e di passione, emozioni che
attraverso la musica ci arrivano dirette al cuore.