Don’t Turn Your Back
Artista : Dale Ann Bradley  
Label: Compass 7 4511 2
Anno: 2009

Stili:
Country Acustico
Bluegrass Moderno
di Remo Ricaldone
DALE ANN BRADLEY

Certamente meno nota da noi rispetto alle varie Alison Krauss, Rhonda Vincent o Lynn Morris, Dale Ann Bradley è tra le più considerate voci del panorama bluegrass d’oltreoceano. Vincitrice dei più importanti riconoscimenti dell’industria discografica americana nel campo roots, Dale Ann Bradley è una vocalist semplicemente perfetta e una dotata chitarrista. I suoi dischi accostano traditional, originali (pochi per la verità) e cover scelte con grande sensibilità ed oculatezza. Don’t Turn Your Back non sfugge a queste regole e ci mostra ancora una volta un’artista a proprio agio, matura nelle interpretazioni e sicura di se. Alison Brown al banjo, Stuart Duncan al fiddle, Tim Laughlin al mandolino e Mike Bub al basso formano la ‘house band’ di questo disco mentre godibilissime sono le apparizioni di Steve Gulley, Claire Lynch e Darrin Vincent ad arricchire le parti vocali, certamente una delle carte vincenti dell’album.

 

Per quanto riguarda il repertorio, come si diceva in precedenza, Dale Ann Bradley appare come autrice solo in due brani, Music City Queen, ritratto agrodolce di una città come Nashville che può riservare gioie e dolori in egual misura e la spigliata Ghost Bound Train. I brani sono scritti a quattro mani con Louisa Branscomb, interessante autrice che firma anche la title-track Don’t Turn Your Back e la delicata Will Be I Good Enough. A mio parere il punto più alto del disco è la cover di I Won’t Back Down di Tom Petty che qui si trasforma in un eccellente bluegrass e acquista sfumature insospettate, mentre da sottolineare ancora The Last Thing On My Mind della coppia Al Anderson e Craig Wiseman, country number ripreso con sapienza da Patty Loveless e Over My Head dal repertorio dei Fleetwood Mac, altri due esempi delle doti di Dale Ann Bradley come performer. Ancora sopra la media ci sono poi Rusty Old Halo e la classica Fifty Miles Of Elbow Room della Carter Family, in un lavoro che merita ampiamente di far conoscere una cantante che Ricky Skaggs definisce “an awesome singer…with heart and soul with her”.


Fonte: The Long Journey anno 2010
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