Cackalack
Artista : Jonathan Byrd  
Label: Waterbug WBG92
Anno: 2010

Stili:
Folk
Bluegrass Tradizionale
Traditional Country
di Remo Ricaldone
JONATHAN BYRD

Per Jonathan Byrd hanno speso parole importanti personaggi come John Gorka e Tim O’Brien, nomi di grande rilievo, ed è anche grazie a loro che mi sono avvicinato a questo disco con curiosità ed interesse. In effetti Jonathan Byrd era un emerito sconosciuto, anche se con una discografia discretamente corposa con sei dischi pubblicati tra il 2001 e il 2008.

Questo Cackalack, curioso titolo che riprende la parola ‘Cackalacky’, termine colloquiale per indicare lo Stato del North Carolina la cui origine è assolutamente ignota, è un album immediato, fresco, frizzante, spontaneo. Inciso poco più che casualmente durante un solo freddo e soleggiato pomeriggio di novembre in quel di Toronto, Ontario, Canada, Cackalack è il risultato di una amichevole session curata da Ken Whitely, da decenni nume tutelare di certa roots music canadese. Lo stesso Ken Whitely appare qui alla national steel e alla voce, raccogliendo un manipolo di strumentisti tra i quali è dovere citare il fiddler John Showman, il mandolinista Andrew Collins, il banjoista Chris Quinn e la pianista e fisarmonicista Treasa Levasseur.

 

Il materiale è tutto frutto del songwriting di Jonathan Byrd e come tematiche è profondamente autobiografico, ricchissimo di riferimenti geografici e personali dell’amato nativo North Carolina. Musicalmente la ricetta è composta da bluegrass, folk, country music rigorosamente acustica e tradizionale, con una spruzzata di old time music che dà al tutto un’aura gustosamente vintage. Si percepisce chiaramente lo spirito live ed informale di questo incontro, sei ore soltanto per fissare su disco questa ispirazione, questa voglia di esprimere sensazioni semplici ma al tempo stesso genuine come il voler raccontare le proprie radici. Dall’iniziale Chicken Wire a Cackalack che conclude il disco vi è tutta l’essenza di un retaggio profondamente rispettato ed amato, un ricco patrimonio da cui è impossibile prescindere.

Vale la pena citare ancora la poetica I Was An Oak Tree, Wild Ponies, White Oak Wood e Scuppernong, a mio parere i momenti più rimarchevoli di una vera sorpresa.


Fonte: The Long Journey anno 2011
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