Clinch Mountain Sweethearts
Artista : Ralph Stanley  
Label: Rebel 1770
Anno: 2001

Stile:
Bluegrass Tradizionale
di Claudio Pella
Ralph Stanley & Friends

Questo disco è il completamento (o la continuazione, fate un po’ voi) di Clinch Mountain Country, uscito nel 1998, dove Ralph Stanley si esibiva con alcuni grandi nomi del panorama new-country, bluegrass e folk. Il disco ebbe un ottimo successo, e fu addirittura premiato l’anno dopo come Album of the Year e Recorded Event of the Year dalla IBMA. Possiamo anche ricordare che quest’ultimo era il completamento (o la continuazione) di Saturday Night & Sunday Morning del 1992, altro album pieno di ospiti, che fece vincere l’anno successivo a Ralph Stanley & company l’award della IMBA come Recorded Event of the Year.

Viste le premesse, l’accoglienza di questa nuova opera con ospiti esclusivamente femminili non può che essere molto positiva, ma…

Prima delle mie personali perplessità, restiamo un attimo sul titolare del disco, uno dei padri del bluegrass e fondamentale punto di riferimento in questa musica.

Ultimamente è ritornato ancora di più in auge grazie al successo della colonna sonora di O Brother, Where Art Thou?, e negli ultimi mesi sono usciti moltissimi suoi dischi, tra nuovi e ristampe. E’ attivissimo nonostante i suoi 74 anni, riuscendo ad infilzare 150 concerti l’anno.

Il disco, come dicevamo prima, presenta ben quindici ospiti femminili provenienti dal country, dal bluegrass e dal folk, più o meno note e più o meno giovani.

Andiamo da Pam Tillis a Dolly Parton, da Lucinda Williams a Gillian Welch, da Iris DeMent a Melba Montgomery e troviamo addirittura Joan Baez (forse per fare il paio con il duetto con Bob Dylan del disco di due anni fa). Cantano facendosi accompagnare dal padrone di casa, anche se non mi sembra che ci mettano proprio tutto il cuore… Mi spiego meglio: io immagino (ma forse sono troppo ingenuo) che in queste occasioni chi duetta davanti al microfono si scambi frequentemente dei sorrisi, siano di complicità, di affetto o di consapevolezza nel condividere qualcosa di importante.

Ebbene, tra le note, io di questi sorrisi ne ho colti troppo pochi: c’è sì partecipazione, ma forse non trovo eccessivo entusiasmo. Le voci che mi sono in ogni modo piaciute di più sono quelle di Valerie Smith, cristallina e frizzante, e quella di Kristi Stanley, nuora di Ralph qui al suo debutto discografico, dalle tonalità morbide e vellutate.

I pezzi sono quasi tutti tratti dal classico repertorio degli Stanley, ed anche qui mi aspettavo che qualcosa venisse reinterpretato in modo diverso: però queste 'innamorate' delle Clinch Mountain non portano nulla di nuovo, e gli arrangiamenti sono i soliti, seppure ottimi, nel puro e verace sound Stanley, ma i soliti. Viene da pensare che il buon Ralph abbia detto: “Qui siete a casa mia, con i miei Clinch Mountain Boys, nel tempio dello Stanley-style, e qui si suona e si canta secondo la mia tradizione”.

Intendiamoci, io personalmente amo moltissimo Ralph Stanley, e non solo per la storia che porta dentro di sé. Attualmente mi entusiasma la sua voce, orgogliosa e vibrante, fortemente segnata dall’età ma proprio per questo più suggestiva ed emozionale. Per me è un fondamentale punto di riferimento, stop. Però questo disco mi è sembrato, per così dire, scontato, forse addirittura superfluo. Dà un po’ l’idea di essere un’operazione commerciale, però è ugualmente molto gradevole, ed è da ascoltare e godere con tutto l’amore che noi abbiamo per questo artista, per la sua voce, per la sua storia.


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