Questi
boys avevano fatto, anni fa, un discreta figura con un album intitolatoAtlanta Is Burning, che ero riuscito
ad ascoltare a più riprese con accettabile (mio) apprezzamento. Poi confesso di
averli persi di vista, pur leggendo delle loro imprese su Bluegrass Unlimited
(tour a non finire, apparizioni alla Casa Bianca etc etc).
Un
paio di settimane fa mi arriva questo Touching Home e, al primo ascolto,
mi trovo costretto a schiacciare lo ‘stop’ al 5° o 6° pezzo. Al secondo sono
riuscito a finire il CD, ma senza memoria recente di quanto ascoltato. Non c’è
stato un terzo ascolto.
Devo
motivare? Va bene: il suono non è buono nonostante il digitale; gli
arrangiamenti sono qualsiasi per pezzi qualsiasi; gli ospiti illustri come
Vernon Derrick e Buddy Spicher, qui anche co-producer, sono sepolti
nell’anonimato di una produzione banale, ‘And On Top Of It’ il ritmo del
gruppo, con batterista aggiunto. È slegato e gelatinoso e senza senso alcuno.
Ah, le voci: non sono né belle, né particolari, e anche il basso di Harley
Gabbare non riesce ad uscire dai cori e donare ad essi un po’ di vita.
Esagero?
Ma voi non avete idea, ragazzi! Ed è in fondo meglio così: peccato per la
Rebel, ma credo che il CDvenderà
comunque, quindi non spreco lacrime inutilmente. A capo.