Notes After Dark
Artista : Fullset  
Label: Fullset FSRCD002
Anno: 2013

Stile:
Irish Folk
di Stefano Santangelo
FULLSET

Secondo attesissimo album di questa band di pura Irish Traditional Music. Paragonati dalla critica a mostri sacri come Danú ed Altan, i FullSet partono proprio dalla tradizione, da quella musica che scorre nelle loro vene di giovanissimi musicisti con formazione classica. Il loro suono, però, è assolutamente originale, ricco di energia ed innovazione. 

Al primo album della band, Notes At Liberty, che ha fatto man bassa di premi e riconoscimenti, è seguito un lungo tour mondiale, che ha portato i FullSet ad esibirsi nell’ambito della più importanti manifestazione di world music internazionali. Ritornati in patria, i sei ragazzi si sono ritrovati ad essere delle vere e proprie star, richiestissimi anche al di fuori dell’ambito folk tradizionale. 

Nell’ottobre 2011 i FullSet sono stati annunciati come i vincitori della RTÉ/RAAP Breakthrough Annual Music Bursary Award e, nel 2012, sono stati nominati come ‘Best New Group Award’ dall’Irish American News, così come ‘Best New Comer’ nei Live Ireland Awards di Bill Margeson.

 

Dodici i brani in cui, ancora una volta, si fondono alla perfezione tunes scatenate e brani più lenti ed emozionanti, che spaziano tra pezzi originali ed i classici della tradizione folk irlandese ma anche scozzese ed americana. La line up del gruppo è composta da Janine Redmond, originaria di Dublino, una delle più promettenti e dinamiche suonatrici di accordion, Micheal Harrison, di Tipperary, nipote d’arte, il nonno è il grande Aggie Whyte, che è tra i giovani violinisti più noti dell’Isola, dalla stessa contea di Micheal arriva poi Eamonn Moloney talento del bodhrán, la cantante è Teresa Horgan, uscita da una delle famiglie di musicisti più note della contea di Cork, Teresa è anche la flautista della band, alla chitarra vi è poi Andrew Meeney, da Rathmines, nella County Dublin, autodidatta che si è fatto le ossa in innumerevoli session in giro per il paese. Chiude la formazione, e gli spetta necessariamente una menzione d’onore, il piper della band, che è riuscito in un’impresa non facile: farsi accettare in una band di irlandesi doc suonando uno degli strumenti più legati alla tradizione. Lui è Martino Vacca, originario del torinese e figlio d’arte, il padre è il polistrumentista, specializzato in arpa celtica, Enzo Vacca. Martino suona il flauto da quando aveva appena quattro anni, e da una decina di anni si è trasferito in Irlanda dove ha proseguito lo studio degli strumenti a fiati con le uilean pipes, la cornamusa, di cui oggi è diventato uno dei più richiesti performers.

Come il precedente Notes At Liberty anche questo nuovo album suonerà spesso nel vostro lettore, da avere assolutamente, imperdibile.


Fonte: The Long Journey anno 2014
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