Damon Bramblett
Artista : Damon Bramblett  
Label: Munich MRCD 201
Anno: 2000

Stile:
Singer Songwriter
di Dino Della Casa
Amici, chiudete gli occhi, rilassatevi e preparatevi ad un viaggio a ritroso nel tempo…I Doors debuttano per l’Elektra e Joni M

Si è fatto un gran parlare di questo newcomer, al quale in tanti si sono riferiti come “…immaginate semplicemente un giovanissimo Johnny Cash che canta le canzoni di Townes Van Zandt…”.

Ce n’è abbastanza per solleticare gli interessi musicali di tipi come noi, perennemente tesi alla ricerca della next big thing in country music (e non solo).


Nato nel piccolo agglomerato urbano di Bangs (?), Texas, che vanta una popolazione che non arriva a duemila anime, il giovane Damon ha all’attivo alcuni suoi brani che sono entrati nel repertorio di artisti noti quali Kelly Willis (Heaven Bound compare nel suo What I Deserve) e Sara Hickman (Nobody Goes To The Moon Anymore).

Entrambe compaiono in questo CD di esordio insieme ad altri brani che hanno in comune l’inconfondibile marchio di Damon.


Il sound è fortemente reminiscente dei canoni classici della country music ed il parallelo con the man in black è ricorrente. Brani quali Falling Apart (fra le cose migliori in assoluto), il semi-country-blues di Waiting For The Mail o la conclusiva ed eccellente Wouldn’t Have It Any Other Way sono eloquenti testimonianze del rispetto e della considerazione nei confronti di questa icona vivente della country music da parte del giovane Damon Bramblett, che, nonostante la giovane età, sa già dove indirizzare il suo talento.


La produzione attenta di Lloyd Maines (suona anche la lap steel e la pedal steel), la fisarmonica discreta di Bukka Allen (figlio d’arte – Terry Allen è suo padre), le tastiere di Riley Osbourne contribuiscono a creare un tutt’uno di grande effetto e peso specifico, sicuramente una prova sorprendente per un esordiente.


Damon comunque non pesca a piene mani soltanto dalle tradizioni country, lasciandosi intrigare altrettanto dalle connotazioni del blues in brani quali Champaign, IL, sottolineata dal pianoforte sonnacchioso di Riley Osbourne. “Nemo profeta in patria” sembra essere una massima senza confini, visto che Damon ha dovuto cercare credito discografico in Olanda per pubblicare il suo eccellente esordio.


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