Whatever You Wanted
Artista : Bob Bradshaw  
Label: Fluke 
Anno: 2015

Stili:
Singer Songwriter
Roots Rock
di Remo Ricaldone
Bob Bradshaw

Whatever You Wanted è il risultato della lunga permanenza americana dell’irlandese Bob Bradshaw, venticinque anni di esplorazione musicale attraverso innumerevoli barroms, piccoli club e honky tonk sulle onde della musica delle radici, essenzialmente country. I suoi legami artistici e affettivi sono John Hiatt per quanto riguarda le connessioni tra rock e radici, Guy Clark e Townes Van Zandt per la ricerca dell’aspetto poetico nelle proprie canzoni, Ryan Adams per l’amore per la scena ‘alt-country’ e ‘americana’.

Buon autore (tutti i brani contenuti nel disco sono suoi, spesso composti con il produttore e bassista Scoop McGuire), chitarrista di ottima qualità e interprete sempre misurato e interessante, Bob Bradshaw si è avvalso della partecipazione di una manciata di eccellenti turnisti che ne hanno impreziosito le canzoni dando quel tocco in più a melodie già di per se positive, da Duke Levine, affermato chitarrista elettrico alla corte di Mary Chapin Carpenter tra gli altri, a Duncan Wickel i cui violoncello e fiddle rimangono tra le cose migliori a livello strumentale dell’album, fino a James Rohr sensibile pianista e i due fiatisti Scott Aruda alla tromba e Joe Stewart al trombone che personalizzano ulteriormente con i loro contributi la proposta.

Le due migliori proposte a mio parere sono quelle poste agli estremi, ad inizio e in conclusione della raccolta, The Start Of Nothin, splendida armonia che tocca il cuore con delicatezza ed efficacia e The Long Ride Home, pianistica, sinuosa, accorata, due canzoni che danno il senso al resto del materiale e valgono, come si suol dire, il prezzo del biglietto. Tra queste due non mancano i motivi di apprezzamento e di stima per la vena compositiva di Bob Bradshaw, dalla movimentata ed articolata Wathever You Wanted al godibilissimo western swing Go Get Along in cui il nostro duetta con la brava Annalise Emerick, dalla nitida Losing You, elettrica e pulsante, alla cadenzata A Fool Who Cries, fino alla cristallina intro di chitarra acustica e fiddle di High, momento tra i più positivi.

Disco e musicista che meritano attenzione e fiducia.


Fonte: The Long Journey anno 2015
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