Walking Into White
Artista : Sarah McQuaid  
Label: Waterbug WBG119
Anno: 2015

Stili:
Singer Songwriter
Folk
di Remo Ricaldone
Sarah McQuaid

Sarah McQuaid è una cantante ed autrice di ispirazione folk nata a Madrid  da padre spagnolo e madre americana, cresciuta a Chicago e, nel corso degli anni, vissuta in Irlanda, nell’Indiana e attualmente in Cornovaglia, mostrando un particolare e propositivo approccio chitarristico e una vena compositiva che deve molto all’Inghilterra e ai suoi figli più ‘nobili’ nell’ambito degli intrecci tra melodie folk e inflessioni pop e jazz, da John Martyn a Nick Drake.

Quattro album all’attivo tra cui questo Walking Into White considerato il più emozionale e completo, ricco come è di personalità e di colori affascinanti, tutti o quasi virati al pastello. Forti connessioni con il mondo letterario, arrangiamenti volutamente scarni ed evocativi, una voce apparentemente con poca estensione ma capace di risultare fascinosa nella sua malinconia e nella nostalgia e struggimento che richiama.

La canzone che da il titolo a questa raccolta rimanda al primo Bruce Cockburn, quello più marcatamente legato al folk, con la tromba di Gareth Flowers che aggiunge un tocco di impronta jazz, Where The Wind Decide To Blow è tra le migliori con il suo andamento schietto e lineare, ancora una volta tipicamente britannico, Jackdaws Rising con il suo rincorrersi di voci e di battiti di mani è un altro episodio da ricordare per originalità e audacia. Lo strumentale I Am Grateful For What I Have  gioca sulle emozioni risultando piacevolissimo e godibile, così come Yellowstone che riporta alla mente il Nick Drake di Bryter Layter, con la chitarra classica di Dan Lippel a tessere la melodia. Quasi tutto il materiale contenuto in questo Walking Into White è firmato dalla stessa Sarah McQuaid, ad eccezione del tradizionale Canticle Of The Sun, chiaramente ispirato al Cantico delle Creature di francescana memoria e la conclusiva, splendida, The First Time Ever I Saw Your Face, scritta da Ewan McColl per Peggy Seeger e qui riletta in completa solitudine.

Un lavoro dalle notevoli qualità e profondità, uno di quelli che cresce molto ascolto dopo ascolto e sarà un piacevole compagno nelle fredde notti invernali.


Fonte: The Long Journey anno 2015
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